Si può curare l’ipertiroidismo in allattamento?

Professor Gianni Bona A cura di Gianni Bona - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 16/11/2018 Aggiornato il 05/06/2026

La priorità assoluta è che la mamma stia bene, quindi se è assolutamente e irrevocabilmente obbligatorio che una donna scelga tra assumere medicine e allattare, non le resta che optare per la cura. Ma non sempre la circostanza impone una decisione così drastica.

Una domanda di: Annalisa
Salve dottore,
vorrei una delucidazione in merito a un dubbio che mi è sorto a seguito di
un trattamento farmaceutico che mi è stato dato.
Hanno riscontrato un ipertiroidismo con basedow in seguito alla gravidanza..
lo stato della malattia è agli esordi.
La mia domanda è la seguente: giacchè io allatto mio figlio di 4 mesi e vorrei
sapere se con la seguente terapia rischio di produrre danni alla tiroide e/o
agli ormoni tiroidei del mio piccolo in quanto ho letto che il seguente
farmaco passa nel latte materno: neomecazolo 5 mg per 2 volte al giorno, una
compressa la mattino e una prima di andare a letto la sera.
Attendo con ansia una sua risposta.
Grazie in anticipo.

Gianni Bona
Gianni Bona

Cara signora,
in generale, la priorità assoluta è sempre la salute della mamma, in quanto
una mamma in salute è una garanzia di benessere anche per il bambino. Da
questo principio indiscusso deriva che la cosa più importante è che lei
intraprenda la cura che le è stata prescritta, in quanto un ipertiroidismo
non curato può avere conseguenze anche gravi. Tenga presente anche che
l’ipertiroidismo probabilmente si è sviluppato già nel terzo trimestre di
gravidanza e che quindi lei è rimasta per molti mesi senza trattamento: non
è certo opportuno continuare in questa direzione.
Anche l’allattamento è, ovviamente, molto importante, ma non al punto da
indurla a rinunciare a curarsi. Oltretutto il suo bambino ha già 4 mesi,
quindi in teoria potrebbe già cominciare a essere svezzato, cioè ad
assaggiare i primi alimenti diversi dal latte: le linee guida relative
all’alimentazione complementare indicano, infatti, che può essere iniziata a
partire dalle 17 settimane di vita, anche se si considera ideale proseguire
solo con il latte fino ai sei mesi di vita. Non penso comunque che il suo
bambino avrà conseguenze quando lei inizierà ad assumere il neomecazolo,
tuttavia un modo per verificare che tutto vada bene c’è: basterà sottoporre
il bambino a un esame del sangue per il dosaggio del TSH e se dovesse
risultare un valore più alto rispetto al normale vorrebbe dire che in
effetti il farmaco che lei assume sta determinando effetti anche sul
bambino. Naturalmente per questo dovrà confrontarsi con il suo pediatra o
rivolgersi a un centro di endocrinologia pediatrica: io posso infatti solo darle indicazioni generali. Per quanto riguarda i
sintomi, se il farmaco dovesse agire anche sulla tiroide del bambino, suo
figlio potrebbe essere più sonnolento, meno reattivo, meno vorace durante i
pasti. In conclusione, le raccomando di iniziare al più presto la cura che
le è stata prescritta ed eventualmente (anche dopo aver consultato il
pediatra di famiglia) di comprendere attraverso un semplice prelievo di
sangue se ci sono ripercussioni sul suo piccolino. Se così fosse (ma non
credo) dovrà sospendere l’allattamento (e la prego, senza sentirsi in
colpa!) e proseguire la cura. A disposizione, se desidera. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

L’Eutirox si può sospendere di propria iniziativa?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

La levotiroxina (principio attivo dell'Eutirox) viene prescritta per sopperire a un deficit di funzionamento della tiroide: la terapia di solito deve protrarsi per tutta la durata della vita.   »

TSH molto alto in gravidanza: quali rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Livio Luzi

Il TSH in gravidanza deve avere un valore di massimo 2,5. Un valore di 25 espone a vari rischi: può compromettere l'andamento della gravidanza e lo sviluppo del feto. Ma la terapia c'è e se viene seguita con scrupolosità è risolutiva.   »

TSH con valore superiore a 3: c’è da preoccuparsi?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Il valore del TSH in gravidanza non deve superare i 2,5, quindi se va oltre questa soglia è opportuno prendere provvedimenti per riportarlo nel range desiderabile.   »

TSH alto in gravidanza: c’è da preoccuparsi?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox.   »

Eutirox: può dare amenorrea?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

L'Eutirox non solo non può avere come effetto indesiderato l'amenorrea, ma anzi la sua azione è diretta anche a risolvere eventuali irregolarità mestruali.   »

Le domande della settimana

Piccola perdita in 13^ settimana di gravidanza: cosa può essere?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una leggera perdita "colorata" non deve destare preoccupazione: può verificarsi senza necessariamente rappresentare un segnale d'allarme.   »

Puntura di tafano (con reazione) in gravidanza: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico.   »

Gemelli: “colpa” della mamma o del papà?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti