Si può parlare di insonnia in una bimba di 9 mesi?
Un disturbo del sonno si può evidenziare anche nei primi mesi di vita. Intervenire sulle abitudini del bambino, dopo aver escluso problemi di tipo organico sottostanti, è la strategia migliore.
Una domanda di: Silvia
Ho una bambina di 9 mesi che ha difficoltà nel sonno. Si sveglia quasi ogni ora, e da un po’ di tempo, puntualmente si sveglia nel cuore della notte e non ha più sonno. Inizialmente pensavo che fosse l’allattamento, poi i dentini, ma i mesi sono passati e la situazione non è cambiata anzi…. Volevo sapere se c’è qualche rimedio efficace. Ho provato un prodotto omeopatico a base di melatonina ma senza nessun riscontro putroppo! Vi ringrazio in anticipo.

Francesco Peverini
Cara mamma,
anche se può apparire strano visto che stiamo parlando di una bimba di nove mesi, quello che lei descrive evidenzia un’insonnia vera e propria. Si tratta di un’eventualità possibile che merita attenzione.
L’insonnia di un bambino dipende principalmente da fattori psico-fisiologici, legati allo svolgimento della giornata (come spesso accade nell’adulto).
La grande quantità di stimoli serali si aggiunge ad abitudini create dai genitori (televisione, musica, ospiti).
I bambini vedono la mamma ed il papà prevalentemente nelle ore serali e vorrebbero prolungare il più possibile il tempo trascorso con loro, sforzandosi così di non addormentarsi.
Appare, quindi, quanto mai utile realizzare i presupposti affinché il bambino non veda nell’addormentamento un momento di “abbandono” o di aspettative deluse.
Esistono anche situazioni mediche, che il pediatra di famiglia escluderà necessariamente nel corso di una visita: ad esempio reflusso, disturbi dell’orecchio, asma, dermatite atopica. E’ sempre opportuno infatti, a fronte di un disturbo del sonno, comprendere se può essere dovuto a un problema di natura fisica.
Per finire, i bambini che dormono nel letto dei genitori tendono a soffrire più di altri di problemi legati al proprio sonno. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
25/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano A fronte di un disturbo del sonno che peggiora sensibilmente la qualità della vita dell'intero nucleo familiare (incluso, naturalmente, il bambino), in prima battuta è necessario escludere la presenza di un problema di natura fisica, come, per esempio, la celiachia. »
26/05/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli Un'infezione intestinale può causare disagio a un lattante, il quale, in effetti, proprio per questo può manifestare nervosismo e facile irritabilità per vari giorni. »
07/04/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Il bisogno di toccare i capelli della mamma per rilassarsi esprime anche il desiderio di un contatto intimo e stretto da cui trarre rassicurazione. Meglio non sottrarsi alla richiesta, anche quando accontentarla a volte diventa un peso. »
22/11/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Michela Carmignani Anche a 15 mesi il bambino deve essere contenuto e guidato con un atteggiamento affettuoso, ma deciso, che non lasci spazio a tentennamenti, a cedimenti, a negoziazioni, quando si tratta di rispettare poche regole, semplici e giuste. »
06/10/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Gradualmente è opportuno che un ragazzino già gradicello perda l'abitudine di rilassarsi toccando le orecchie della madre: se ha bisogno di questo rito per addormentarsi o allentare la tensione deve imparare a toccare le proprie. »
Le domande della settimana
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Fai la tua domanda agli specialisti