In genere, i sintomi della gravidanza compaiono (se compaiono!) a partire da almeno una decina di giorni dal concepimento, quindi è più probabile che eventuali lievi disturbi che si manifestano dopo due-tre giorni dal rapporto sessuale non siano segnale di concepimento avvenuto.
Una domanda di: Romina Le scrivo perché vorrei sapere se sia possibile avere dei sintomi, quali sensazioni di nausea e piccoli dolori nel basso ventre, a distanza di 48/72 ore dal concepimento. Ho questi disturbi ormai da qualche giorno e il rapporto senza protezione è avvenuto in data 14/4/24; quindi vorrei sapere se sia possibile che questi sintomi si possano già presentare a così poca distanza dal rapporto. Grazie per la sua risposta.
Claudio Ivan Brambilla
Cara signora,
di solito i primi sintomi di una gravidanza si avvertono (se si avvertono, perché non è automatico che si presentino) a partire da 2-4 settimane dopo
il concepimento, o comunque dopo che l’uovo fecondato si è annidato nell’utero cosa che avviene circa 7-10 giorni dopo il concepimento. Ritengo dunque più probabile che quello che avverte sia legato alla tensione emotiva e alla grande aspettativa. Tuttavia, il momento della comparsa dei sintomi è molto soggettivo, varia da
donna a donna, quindi non si può escludere categoricamente che i sintomi che lei manifesta siano dovuti a una gravidanza (anche se sinceramente ne dubito). Detto questo, adesso non le resta che aspettare l’eventuale ritardo delle mestruazioni per fare il test di gravidanza che le confermerà se è incinta. Le auguro che il suo desiderio si avveri.
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Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
Se la nausea si protrae oltre il primo trimestre, interferendo pesantemente sulla qualità della vita, diventa opportuno valutare opzioni terapeutiche che abbiano una maggiore efficacia rispetto ai tradizionali rimedi naturali. »
La vitamina B6 assunta in gravidanza sotto controllo medico, così come l'acido folico impiegato nelle dosi prescritte non espongono il feto ad alcun rischio. »
Per attribure a una gravidanza la comparsa di determinati sintomi, come per esempio la nausea, si deve attendere almeno che l'embrione abbia avuto il tempo di annidarsi nell'utero. »
In realtà, non è verosimile che dopo due-tre giorni da un rapporto sessuale non protetto si manifestino gà i sintomi della gravidanza, e questo anche nel caso in cui il concepimento fosse avvenuto. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »