La Sindrome da Ipersensibilità dei Recettori della Tosse non comporta crisi di tipo asmatico. Solo accessi di tosse altamente disturbante che tuttavia non preoccupano.
Una domanda di: Giulia Sono mamma di un bimbo di quasi sei anni che ha avuto ricorrenti episodi di bronchioliti da quando è nato. È stato seguito da una pneumologa per anni con un trattamento di fondo ma nonostante broncodilatatori e flixotide mio figlio a ogni raffreddore aveva sempre moltissima tosse. Una tosse incessante che non fa dormire di notte e che non si attenua con nessuna cura. Durante l’ultimo episodio di infezione virale seguita da tosse ho notato che aveva un po’ di affanno che nonostante il farmaco broncodilatatore non è passato. Mi chiedo se anche questo affanno “da tosse” può essere una caratteristica della Sirt? Grazie in anticipo per la risposta.
Giorgio Longo
Cara signora l’”affanno” o, in altre parole, la difficoltà di respiro, non fa parte della sintomatologia della SIRT (Sindrome da Ipersensibilità dei Recettori della Tosse). Ma sinceramente non mi pare proprio che debba preoccuparsi. Probabilmente ha mal interpretato il problema e la non risposta al bronco dilatante esclude che possa aver avuto un accesso d’asma, che alla sua età potrebbe essere l’unica condizione da ipotizzare. Che poi suo figlio abbia sofferto, e ancora presenti, episodi di tosse da SIRT mi sembra ragionevolmente certo da come li ha perfettamente descritti: “ricorrenti a ogni raffreddore”, con colpi di tosse “incessante” , “che non fa dormire” e che nessuna delle terapie tentate è mai servita a nulla (né il cortisonico come terapia preventiva, né il broncodilatatore in fase acuta). Tipico anche che la tosse da SIRT non sia stata riconosciuta dallo specialista probabilmente ingannato dalle precedenti “bronchioliti” che suo figlio aveva presentato nei primi anni di vita. Non è raro infatti che dopo una bronchiolite sofferta nel primo anno di vita, il bambino ripeta alle successive infezioni respiratorie virali il “fischio espiratorio” (il “viral wheezing” come definito dagli anglosassoni, o le “bronchiti asmatiformi” come siamo soliti chiamarle noi). Poi, quando verso i tre anni iniziano gli episodi di tosse da SIRT, succede che questi continuino ad essere erroneamente considerati e inutilmente trattati come se fossero sempre “bronchiti asmatiformi”. Mentre è tipico e affatto raro che succeda come con suo figlio, che la tosse da SIRT, come l’epifania che tutte le feste porta via, quando inizia cancella la precedente tendenza del bambino al broncospasmo. Vedrà che sarà così, sarei pronto a scommettere. Per concludere le ricordo che la tosse è il principale meccanismo di difesa dell’albero bronchiale e più è forte, più spazza via e riupulisce i bronchi e il polmone da ogni “nemico”. La invito a parlare con il suo pediatra di quello che ci siamo detti. Con cordialità.
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La bronchite acuta (verosimilmente di origine virale) si affronta con un broncodilatante, per alleviare la tosse e la difficoltà di respiro, associato a cortisone per via inalatoria. »
Il restringimento dei bronchi, che si esprime con una tosse secca e stizzosa e difficoltà respiratoria, non è automaticamente classificabile come reazione allergica. Altre possono essere le cause del fenomeno. »
Il broncospasmo va controllato con i broncodilatatori e il cortisone: diversamente c'è il rischio che l'organismo del bambino venga scarsamente ossigenato, a causa della difficoltà respiratoria che il restringimento dei bronchi determina. »
Ci sono dei casi in cui la degenza in ospedale è necessaria per poter sottoporre il bambino a indagini accurate, volte a escludere l'esistenza di ogni possibile problema. »
La tosse grassa è un sintomo che ci si deve attendere compaia dopo un'infezione virale, quindi è possibile che l'antibiotico non trovi indicazione per trattarla. Ma se viene dato, non succede nulla di cui preoccuparsi. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »