A cura di “La Redazione”Pubblicato il 17/06/2013Aggiornato il 17/06/2026
Risponde: Dottoressa Alessandra Varotto
Una domanda di: eri Buongiorno, ho partorito da 7 mesi con un parto abbastanza difficile. A livello psichico non riesco a superare il fatto che quando dicevo che avevo male nessuno mi credeva… Non so come fare ad accettare questa cosa.
Dottoressa Alessandra Varotto
Gentile Signora, mi dispiace sentire, per voce di una mamma, che il dolore gestazionale sia stato così importante che ancor oggi ne rammentanta l’intensità. Probabilmente, la sofferenza che ci sta raccontando meriterebbe un approfondimento in altra sede per la parte di competenza psicologica. Diversi, infatti, sono i quesiti che rimangono aperti anche in riferimento alle risorse sociali che attualmente la possono sostenere nella fase di vita che sta vivendo; tuttavia alcune riflessioni generali potrebbero per lo meno aiutarLa nel darsi una spiegazione sul tipo di trauma emotivo che un genitore inevitabilmente vive nel prepararsi all’evento del parto. Certamente nella nascita (e ancor prima, nella fase del concepimento) sono implicate una serie di aspettative che riguardano il bambino come lo si è desiderato, immaginato (nella testa di entrambi i genitori) che poi troveranno o meno convergenza con il bambino reale. Riguardo ciò particolarmente proficui risultano gli incontri pre-parto di accompagnamento all'evento nascita, momenti di dialogo e di confronto in cui possono venire alla luce i diversi modi di vedere il proprio bambino (visti dalla parte di mamma e papà) e ovviamente il proprio progetto personale del divenire genitori. Progetto che ovviamente è il frutto di una serie di elementi che riguardano il singolo, la coppia e ovviamente quanto viene proiettato dalle rispettive famiglie di origine della coppia. Ed è su questi stimoli che la inviterei se possibile a riguardare il presente sotto nuova luce. Sperando di esserLe stata d’aiuto, mi rimetto a completa disposizione
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