A cura di “La Redazione”Pubblicato il 15/05/2018Aggiornato il 10/06/2026
Quello che conta più di tutto, al di là del numero di parole pronunciate, è che il bambino dimostri di comprendere quello che gli viene detto e sia in grado di obbedire a piccoli ordini. Solo se dopo i 30 mesi non ci fosse alcun progresso nel linguaggio può essere opportuno intervenire.
Una domanda di: Maria Mia figlia ha 28 mesi e non parla.
Dice solo mamma, papà, pipì e cacca.
Capisce tutto e se le chiedo di prendermi un oggetto me lo prende. Riconosce alcuni colori indicandoli.
Intellettivamente so che è una bambina sveglia. L’ unica preoccupazione è che non formula frasi e pronuncia pochissime parole.
Cosa devo fare?
Leo Venturelli
Cara mamma
il fatto che la bambina dimostri di comprendere quello che le venga detto ed esegua quello che le viene richiesto (indicare i colori, per esempio) è un ottimo segnale. Per il momento, credo sia sufficiente provare a stimolare l’uso del linguaggio con filastrocche, canzoncine, ritornelli, fiabe, da ripete spesso, sempre le stesse, insistendo su alcuni nomi semplici. Le faccia vedere foto di nonni, amici e parenti conosciuti dicendo e scandendo i loro nomi e affrontando le azioni quotidiane accompagni i gesti con le descrizioni di quanto state facendo (“Adesso facciamo il bagnetto, riempiamo la vasca con l’acqua…”; “Vieni a mettere il pigiamino, poi prenderemo il nostro libro e lo leggeremo”). Se nonostante questo, tra 3 mesi fossimo sempre e solo ai quattro vocaboli di adesso, si confronti col suo pediatra per decidere se intervenire diversamente (per esempio, chiedendo il parare di uno specialista). Mi tenga aggiornato. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
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