SSRI in gravidanza: si possono assumere?

Dottor Antonio Clavenna A cura di Antonio Clavenna - Dottore specialista in Farmacia Pubblicato il 15/11/2021 Aggiornato il 01/04/2026

In gravidanza gli inibitori selettivi della ricaptazione serotonina (per esempio, paroxetina) possono essere impiegati, su parere del medico, quando i vantaggi legati alla loro assunzione superano i rischi.

Una domanda di: Daniela
Prendo 20 gocce daparox alla sera… E sono in gravidanza di 9 settimane. Sia il ginecologo sia la mia psicologa mi hanno detto che posso continuare a prenderli: è vero?

Antonio Clavenna
Antonio Clavenna

Gentile Daniela, gli studi sulla sicurezza d’uso in gravidanza degli antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione serotonina (SSRI, classe a cui appartiene la paroxetina) non sono giunti a risultati conclusivi. Alcuni studi hanno osservato un aumento del rischio di malformazioni, in particolare di difetti cardiaci, non confermato però da altre analisi. In ogni caso, si stima che la probabilità di anomalie cardiache nel neonato in seguito all’uso di paroxetina in gravidanza sia al massimo il 2%, poco superiore alla frequenza (1%) con cui sono osservate nei neonati, indipendentemente dall’esposizione in gravidanza a farmaci. Si tratterebbe, quindi, di un piccolo aumento di rischio. Se assunti nella seconda metà della gravidanza, gli antidepressivi potrebbero aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato. Anche in questo caso si tratta di risultati non conclusivi e di un rischio molto basso (la frequenza con cui compare questa malattia è di 2-3 casi ogni 1000 neonati). Occorre considerare che anche i disturbi d’ansia e depressivi, se non adeguatamente trattati, possono avere una ricaduta negativa sulla gravidanza e che in alcuni casi, gli eventuali rischi dovuti ai farmaci antidepressivi sono minori dei benefici per il benessere della mamma e del feto. Nel suo caso mi sembra di capire che la psicologa e il ginecologo ritengano che anche per lei i benefici siano maggiori di eventuali rischi. Le raccomando, quindi, di seguire le loro indicazioni sulla terapia farmacologica. Cordiali saluti.

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