Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

Professor Giorgio Longo A cura di Giorgio Longo - Professore specialista in Pediatria Pubblicato il 24/03/2025 Aggiornato il 27/05/2026

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.

Una domanda di: Laura
Buongiorno, mio figlio di 9 anni ha contratto tonsillite da streptococco. Dopo 4 giorni dalla fine di augmentin gli è tornato male alla gola, senza febbre, né placche, al momento. Ha assunto augmentin per 6 giorni (so che spesso si dà la cura per 10 giorni). Può essere un ritorno di streptococco o il male alla gola è tornato casualmente? (Il tampone di questa mattina ha dato esito negativo). Grazie per il chiarimento. Cordiali saluti.

Giorgio Longo
Giorgio Longo

Cara signora,
è vero che storicamente la terapia antibiotica per la faringo-tonsillite streptoicoccica doveva durare 10 giorni. Oggi però la gran parte dei pediatri è solita adottare un trattamento più breve di soli sei giorni, che si è dimostrato ugualmente efficace per eradicare lo streptococco dalla gola (come anche nel suo caso, la negatività del tampone lo dimostra). Oltre tutto la terapia breve appare particolarmente condivisibile in paesi come l’Italia a bassa endemia per febbre reumatica (che è la complicanza più temibile della faringite da streptococco). Che poi si possa avere una ricaduta di tonsillite streptococcica non è mai impossibile, ma è bene ricordare che la tendenza attuale è quella di ridurre la durata del trattamento antibiotico, da 10 a soli 5 giorni, anche per molte altre infezioni non complicate dell’età pediatrica, come la polmonite e l’infezione delle vie urinarie. Oltre al minor costo e alla maggiore aderenza alla terapia, un trattamento breve riduce concretamente il fenomeno dell’antibiotico-resistenza che rappresenta oggi un problema di estrema gravità. Per rimanere su questo ultimo aspetto ricordo che lo streptococco è un agewnte infettivo sempre sensibile all’Amoxicillina e che l’aver utilizzato la cosiddetta Amoxicillina “protetta” (a spettro antibatterico molto più ampio) può aver contribuito ad alterare inutilmente l’ecosistema batterico, favorendone le resistenze. Cordialmente.




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