In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.
Una domanda di: Laura Buongiorno, mio figlio di 9 anni ha contratto tonsillite da streptococco. Dopo 4 giorni dalla fine di augmentin gli è tornato male alla gola, senza febbre, né placche, al momento. Ha assunto augmentin per 6 giorni (so che spesso si dà la cura per 10 giorni). Può essere un ritorno di streptococco o il male alla gola è tornato casualmente? (Il tampone di questa mattina ha dato esito negativo). Grazie per il chiarimento. Cordiali saluti.
Giorgio Longo
Cara signora,
è vero che storicamente la terapia antibiotica per la faringo-tonsillite streptoicoccica doveva durare 10 giorni. Oggi però la gran parte dei pediatri è solita adottare un trattamento più breve di soli sei giorni, che si è dimostrato ugualmente efficace per eradicare lo streptococco dalla gola (come anche nel suo caso, la negatività del tampone lo dimostra). Oltre tutto la terapia breve appare particolarmente condivisibile in paesi come l’Italia a bassa endemia per febbre reumatica (che è la complicanza più temibile della faringite da streptococco). Che poi si possa avere una ricaduta di tonsillite streptococcica non è mai impossibile, ma è bene ricordare che la tendenza attuale è quella di ridurre la durata del trattamento antibiotico, da 10 a soli 5 giorni, anche per molte altre infezioni non complicate dell’età pediatrica, come la polmonite e l’infezione delle vie urinarie. Oltre al minor costo e alla maggiore aderenza alla terapia, un trattamento breve riduce concretamente il fenomeno dell’antibiotico-resistenza che rappresenta oggi un problema di estrema gravità. Per rimanere su questo ultimo aspetto ricordo che lo streptococco è un agewnte infettivo sempre sensibile all’Amoxicillina e che l’aver utilizzato la cosiddetta Amoxicillina “protetta” (a spettro antibatterico molto più ampio) può aver contribuito ad alterare inutilmente l’ecosistema batterico, favorendone le resistenze. Cordialmente.
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Le nostre linee guida in caso di faringite da streptococco consigliano di somministrare l'antibiotico per sei giorni, quindi sospenderlo qualche giorno prima dei 10 giorni suggeriti non espone a particolari rischi di ricadute. »
La terapia antibiotica contro lo streptococco si dimostra efficace anche per periodi più brevi rispetto ai 10 giorni indicati dalle linee guida. E i vantaggi riguardano anche una riduzione dell'attuale grave problema dell'antibiotico-resistenza. »
Se lo streptococco resiste nonostante l'antibiotico, ma il bambino sta bene, cioè non ha febbre né altri sintomi, non si deve fare più nulla, ci si può dimenticare della sua presenza. »
Può capitare che un'infezione da streptococco ricompaia dopo una cura con antibiotico perché quest'ultimo è stato assunto in una dose inferiore a quella opportuna (come spesso avviene). »
L'infezione alla gola dovuta a streptococco ha caratteristiche inconfondibili: mal di gola e febbre elevata, assenza di raffreddore e tosse (che invece accompagnano di norma le infezioni respiratorie virali) e, soprattutto, scomparsa della febbre a 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica. »
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Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »
Proporre le verdure insieme al pesce è un’ottima abitudine. Le verdure completano il profilo nutrizionale della pappa, in più aiutano ad accettare il sapore del pesce grazie alla loro naturale dolcezza. »
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