Sono rarissimi i casi in cui è necessario assumere l'antibiotico per prevenire lo streptococco.
Una domanda di: Valentina Buongiorno, in questi giorni a causa del fatto che mio marito ha avuto lo streptococco in gola per il quale ha preso terapia antibiotica, mi sono documentata molto sui danni cardiaci e renali che questo batterio può causare e su come ci si deve comportare e ho un dubbio. Dunque, da quanto ho capito in assenza di sintomi non bisogna mai trattare lo streptococco perché i portatori sani non vanno trattati. Quindi il tampone faringeo si fa solo in caso di sintomatologia. Su internet ho letto però che in caso nella storia di famiglia ci siano casi di febbre reumatica allora si devono trattare anche i portatori sani. So che una zia di mio marito ha avuto la febbre reumatica da ragazza. Quindi se mio marito o i nostri figli fossero portatori sani di streptococco beta emolitico a dovrebbero essere trattati comunque perché geneticamente sono più predisposti a sviluppare febbre reumatica? Non mi è chiaro. O il motivo è che in questo caso bisogna trattare i portatori sani per proteggere il parente affetto? ( perché in questo ultimo caso, essendo che questa zia non la vediamo praticamente mai, non avrebbe senso sottoporre i miei figli o mio marito a terapia antibiotica in caso fossero portatori sani di streptococco, no? Grazie.
Leo Venturelli
I portatori sani devono essere trattati quando ci sono epidemie di malattia reumatica o di glomerulonefrite post streptococcica, durante infezioni streptococciche in comunità chiuse, in caso di reinfezioni in ambito familiare, se ci sono precedenti familiari di malattia reumatica: detto così, questo ultimo punto potrebbe essere il giusto dubbio che lei si pone. In realtà la malattia almeno da noi è diventata molto rara (1 caso ogni 100.000 persone) e la predisposizione genetica a infettarsi dovrebbe essere una caratteristica familiare più evidente con casi presenti nell’ambito parentale e non solo aver avuto una lontana zia del marito con reumatismo. Non mi sembra quindi il caso di trattare i suoi familiari solo per la lontana zia affetta da ragazza da malattia reumatica.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Le nostre linee guida in caso di faringite da streptococco consigliano di somministrare l'antibiotico per sei giorni, quindi sospenderlo qualche giorno prima dei 10 giorni suggeriti non espone a particolari rischi di ricadute. »
La terapia antibiotica contro lo streptococco si dimostra efficace anche per periodi più brevi rispetto ai 10 giorni indicati dalle linee guida. E i vantaggi riguardano anche una riduzione dell'attuale grave problema dell'antibiotico-resistenza. »
Se lo streptococco resiste nonostante l'antibiotico, ma il bambino sta bene, cioè non ha febbre né altri sintomi, non si deve fare più nulla, ci si può dimenticare della sua presenza. »
Può capitare che un'infezione da streptococco ricompaia dopo una cura con antibiotico perché quest'ultimo è stato assunto in una dose inferiore a quella opportuna (come spesso avviene). »
La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità. »
È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »