Una domanda di: Elisa
Buongiorno Dottore,
mio figlio di 6 anni nel mese di dicembre è risultato positivo allo streptococco. La pediatra (non la nostra perché non era reperibile) lo ha visitato e gli ha subito prescritto l'antibiotico Clavunil sosp. 140 mg per 8 gg (7,5 ml ogni 12 ore) - peso del bimbo 21 kg.
Dopo aver finito l'antibiotico, abbiamo fatto una visita dalla nostra pediatra per un male alla pancia e vomito ripetuto da giorni ed in quella sede lei mi ha detto che la terapia dello streptococco deve essere fatta per 10 gg e non per 8 gg come mi aveva prescritto l'altra pediatra. Ho chiesto cosa dovevo fare, detto che ho solo eseguito quello che mi era stato detto dalla prima pediatra e se dovevamo fare altre terapia ma lei mi ha risposto che andava bene così senza dare nessuna spiegazione. Il bambino ad oggi ha febbre una volta alla settimana, si sente stanco e con poco appetito. Possibile che la terapia eseguita di 8 gg non abbia debellato definitivamente lo streptococco? Che mio figlio soffra di febbre reumatica? O altre complicanze post streptococco? La terapia data è corretta?
Come si fa a verificare? Grazie mille, saluti.

Giorgio Longo
Cara signora,
i sintomi intestinali, come pure i disturbi che segnala , mi sembra che non possano essere riferiti alla precedente, immagino, faringite da streptococco.
Per quanto riguarda l’aspetto della durata della terapia è vero che dovrebbe essere di 10 giorni, come consigliato dalle tutte le Linee Guida, ma è altrettanto vero che da molti anni è stata dimostrata una pari efficacia anche con trattamenti più brevi (5-6 giorni). E in particolare questi tempi brevi sono possibili specie nei paesi a bassa, o bassissima, incidenza di malattia reumatica come è oggi l’Italia. Oltre a questo le segnalo che la riduzione dei tempi di trattamento antibiotico è oggi proposta per molte altre infezioni respiratorie e non respiratorie, perché, a parità di efficacia, oltre ai costi inferiori, offre altri vantaggi come una maggiore aderenza alle terapie, ma specialmente una riduzione dell’attuale grave problema dell’antibiotico resistenza. Proprio su quest’ultimo aspetto, una critica alla terapia consigliata andrebbe fatta relativamente all’antibiotico che le è stato prescritto, composto dall’associazione di due molecole: Amoxicillina e acido clavulanico. Una associazione che per l’eradicazione dello streptococco non offre alcun vantaggio rispetto alla sola Amoxicillina, mentre, oltre ai costi, è gravata da maggiori effetti collaterali negativi e, cosa più importante, risulta molto più dannosa ai fini dell’antibiotico resistenza. Cordialmente.
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