Sui gesti che appartengono alla sfera del privato

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 21/05/2018 Aggiornato il 31/03/2026

A un bambino di quattro anni si può insegnare (con successo) che ci sono regole da rispettare quando si sta con gli altri: una di queste è non toccarsi i genitali. E non perché sia sbagliato in assoluto, ma solo perché si tratta di un gesto che appartiene alla sfera del privato.

Una domanda di: Sara
Buongiorno, mio figlio di 4 anni si tocca continuamente i genitali sia in
privato che in pubblico. Anche a scuola provocandomi parecchio imbarazzo.
Ho provato più volte a parlarci ma non riesco a risolvere il problema.

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara mamma, quel gesto, per un bambino di quattro anni, ha una valenza consolatoria, dovuta
alla sensazione di tiepido piacere che ne ricava. Accade però che toccarsi
si trasformi in un automatismo, in una sorta di rituale che il bambino mette
in atto inconsapevolmente più e più volte per ottenere ancora e ancora la
gratificazione che riesce a trarne: penso che nel caso del suo bambino si
tratti proprio di questo. Va da sé che occorra dunque, molto semplicemente, fargli
comprendere e poi accettare che esistono regole sociali che devono essere
rispettate da chi, come lui, come la mamma, come il papà, come gli
amichetti, vive in mezzo agli altri. E una di queste regole riguarda proprio
la necessità di non compiere certi gesti privatissimi in pubblico. Toccarsi
i genitali appartiene alla sfera intima, NON C’E’ NULLA DI SBAGLIATO,
tuttavia non va fatto davanti ad altre persone. Gli si può portare come
esempio l’andare in bagno: le persone chiudono la porta quando ci vanno e
vogliono rimanere sole. “Perché?”, potrebbe chiedere il bambino. Non c’è bisogno
di dare grandi risposte. Perché, basta dire, è una delle regole dello stare insieme, come
lo è, per esempio, soffiarsi il naso nel fazzoletto e non nelle dita. Oltre
a spiegare al bambino la questione della sfera privata iniziando a trasmettergli l’idea del senso del pudore, quando si tocca
davanti agli altri si può provare a distrarlo, invitandolo a fare o a vedere
qualcosa che lo possa interessare. Lascerei perdere quando lo fa quando è solo, perché questo è un suo pieno diritto. Fermo resta che solo nell’eventualità in cui toccarsi dovesse trasformarsi nell’unico suo interesse e, allo stesso tempo, il bambino dovesse essere malinconico, ansioso, irritabile potrebbe essere interpretato come un segnale di disagio su cui può essere opportuno indagare.La invito però a non pensare immediatamente che ci sia qualcosa che non va, specialmente se non ci sono altri segnali oltre al toccarsi che lo suggeriscano. Con cordialità.

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