Sulla certezza della paternità
A cura di Gaetano Perrini - Dottore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 18/03/2022
Aggiornato il 13/03/2026 Non c'è calcolo teorico che possa dare la certezza di chi sia il padre del bambino: per saperlo con sicurezza si deve ricorrere al test del DNA.
Una domanda di: Loredana
Le scrivo perchè la mia gravidanza sta procedendo bene a livello fisico, ma tragicamente a livello mentale.
Le chiedo: di quanti giorni può essere il margine di errore quando viene datata la gravidanza?
CRL a 7+2: 11.1 mm, translucenza nucale a 13+2 evidenziava epoca ecografica 12+4, mentre ecografia morfologica eseguita a 20+3 conferma 20+3.
Chiedo questo perché ho avuto un rapporto extraconiugale (non completo comunque) undici giorni dopo il test di ovulazione positivo (positivo al 15 PM), periodo in cui ho avuto rapporti con mio marito (invece il rapporto “sospetto” è stato il 26° giorno del ciclo) e nonostante sia il mio ginecologo cerchi di rassicurarmi e anche i dati degli esami sembrano a posto, mi sento malissimo. I miei cicli sono regolari ma lunghi di 30/33 giorni massimo.
Io e mio marito abbiamo cercato questo bambino da due anni e gli ultimi due mesi prima di scoprire di essere incinta sono stati molto difficili, tant’è che ci stavamo separando. Nonostante questo e nonostante il problema sembrava essere la mia endometriosi, l’ultimo mese ci abbiamo ancora provato e il bimbo è arrivato…
Ma io vivo con il terrore che sia il medico che gli esami stiano mentendo…

Dottor Gaetano Perrini
Buongiorno signora, la datazione ecografica si basa sulla misurazione dell’embrione e sulla media statistica di tale valore in relazione alla data dell’ultima mestruazione.
Normalmente l’ovulazione avviene intorno al 14 giorno del ciclo in un ciclo di 28 giorni.
Quando l’ovulazione avviene prima o dopo i valori della misura embrionale possono risultare maggiori (ovulazione precoce) o minori (ovulazione tardiva).
La datazione effettuato in sede di diagnosi prenatale (11/12 settimane) è assolutamente attendibile. La datazione per convenzione viene fatta in settimane e può essere fatta una volta sola per evitare, ridatando piu volte nel corso della gravidanza, di non cogliere difetti di crescita o eccessi di crescita.
Per permettere di comprendere meglio, questo significa che fino a sei giorni di differenza non si fa la ridatazione, ma si tiene buono il calcolo ostetrico che prende come punto di partenza della gravidanza la data di inizio dell’ultima mestruazione. Da una settimanna in su si effettua la ridatazione.
Per quello che riguarda poi il suo quesito specifico le segnalo che è comunque possibile effettuare diagnosi di certezza di paternità sia durante la gravidanza che dopo con la
semplice esecuzione di un test del DNA fetale. E’ questo l’unico mezzo per avere la certezza assoluta in relazione al padre del bambino. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
22/09/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In caso di rapporti sessuali ravvicinati, affrontati nell'arco dello stesso ciclo mestruale, è impossibile stabilire in quale giorno esatto sia avvenuto il concepimento. »
20/08/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini Si può ipotizzare che ci siano più probabilità che l'ovulazione, quindi il concepimento, sia avvenuta a metà del ciclo mestruale, ma la certezza assoluta non si può avere. »
05/06/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Quando si hanno più rapporti nell'arco di uno stesso mese è impossibile stabilire con sicurezza in che giorno sia avvenuto il concepimento. »
15/04/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Il giorno dell'ovulazione che coincide con il giorno del concepimento non può essere individuato con sicurezza matematica "a tavolino". Numerose variabili lo possono infatti influenzare, spostandolo in avanti o all'indietro rispetto a quanto si può ipotizzare. »
30/12/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elsa Viora Se viene rilevata una differenza di due settimane tra il giorno presunto del concepiemento e le misure del feto è bene approfondire la situazione con il proprio ginecologo curante. »
Le domande della settimana
06/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Castagna Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Fai la tua domanda agli specialisti