Una buona idea per invogliare il bambino ad assaggiare gli alimenti nuovi, verso cui nutre grande diffidenza, è quello di incoraggiarlo ad afferrare con le sue manine pezzetti di verdure ben cotte e morbide per poi portarli alla bocca.
Una domanda di: Klaudia Salve sono la mamma di un bimbo di 7 mesi...sono in difficoltà riguardo lo svezzamento...a differenza del primo figlio che ha 6 anni che non ho avuto problemi...ho provato con la frutta sia frullata che con la polpa, con qualche minestra e omogeneizzati, ma sputa tutto e non gli piace niente, anche con lo yogurt, non vuole niente che non sia latte...pesa 10kg quindi non sono preoccupa per la crescita e ho già consultato il pediatra che mi ha detto di provare piano piano ed è quello che sto facendo, più che altro è la notte che si sveglia molto più spesso x mangiare a differenza dei primi mesi, perché secondo me crescendo ha bisogno di saziarsi di più: come posso fare x aiutarlo a fargli piacere qualcosa?
Leo Venturelli
Gentile signoa,
provi a fargli prendere da solo cibi come cavolfiori o broccoli cotti a vapore e proposti a pezzetti, usi la banana che il piccolo può sbocconcellare in autonomia. Importante che ci sia un contatto diretto tra le manine e il cibo portato alla bocca: non è detto che funzioni ma questo tentativo va fatto.
Per la notte non dia sempre latte se usa il biberon. Provi con sorsate di acqua per non appesantirlo. Tutt'al più tenga il latte diluito con acqua. E poi il consiglio del suo pediatra è quello giusto: gradualità è la parola d'ordine. Certo ci vuole pazienza, tuttavia se il bambino è vivace, reattivo, dà chiari segnali di benessere e il suo ritmo di crescita è buono ci si può permettere di non avere troppa fretta. Cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se i neuropsichiatri infantili consultati escludono che il bambino sia interessato da un disturbo dello spettro autistico ma, nonostante questo, si continua a temere che ne sia colpito diventa opportuno indagare sulle origini delle proprie paure infondate. »
C'è un punto situato tra le sopracciglia che, se massaggiato in modo lieve, concilia il sonno del bambino, lo rasserena, lo aiuta a riprendere rapidamente il sonno. »
La crescita modesta in un bambino che non assume latte può essere in relazione con un apporto calorico giornaliero non sufficiente: questa eventualità deve essere verificata con il pediatra curante. »
Sull’intolleranza al lattosio vi è molta confusione. Questo sia perché ci sono diversi tipi di intolleranza al lattosio, sia in quanto ogni singolo soggetto ha caratteristiche cliniche molto eterogenee, sia per intensità che per gravità e non tutte riportabili alla sola e semplicistica “intolleranza... »
Una cisti ependimale individuata dall'ecografia va tenuta sotto stretto controllo perché può avere conseguenze gravi, nel caso in cui aumentasse di dimensione al punto da arrivare a comprimere le strutture cerebrali. »
Ipotizzare il disturbo dello spettro autistico in una bimba di sei settimane di vita non si può. La diagnosi precoce è fondamentale, ma non per questo il problema è individuabile prima dei 12-24 mesi di vita. »
All'inizio del terzo trimestre, in caso di contrazioni (anche non dolorose) molto frequenti può essere opportuno indagare sulle possibili cause effettuando un'urinocoltura e un tampone vaginale. »
Esiste un test prenatale che si effettua sul sangue della madre che permette di identificare il padre del bambino. Per l'esame, serve comunque anche un campione di sangue di uno dei due presunti padri. »
Non ha molto senso scaricare app che orientino il momento giusto per concepire, è meglio che la ricerca avvenga all'insegna della spontaneità. A tutto vantaggio del risultato e dell'armonia della coppia. »