Svezzamento: ma è giusto iniziarlo a 4 mesi?
A cura di Roberta Levi - Dottoressa specialista in Pediatria
Pubblicato il 14/11/2022
Aggiornato il 13/02/2025 In genere, si consiglia di inserire i primi alimenti diversi dal latte a sei mesi di vita. Ma ci possono essere ragioni che suggeriscono di cominciare molto prima.
Una domanda di: Francesca
Salve. Avrei bisogno di sapere una cosa. La mia pediatra vuole iniziate lo svezzamento al mio bimbo, però io sono un po’incerta se iniziarlo o meno. A 4 mesi dice che devo iniziare a dargli prima il biscottino granulare nel latte e dopo 1 settimana posso iniziare a dargli la mela e la pera frullata. Ma mi chiedo: lo svezzamento non si inizia a 6 mesi? Il mio bimbo appunto ha 4 mesi e pesa 6370 e misura 63 cm. Dice che cresce bene, quindi perché iniziare prima lo svezzamento? In attesa di una sua risposta, Le porgo i miei saluti e La ringrazio.

Roberta Levi
Gentile signora, come lei giustamente ricorda l’età consigliata per l’inizio dello svezzamento è 6 mesi circa. Questo ovviamente vale in generale, perché di fatto non esiste una età precisa in settimane e giorni per cominciarlo: ogni bambino è un caso a sé ed è il pediatra curante che ben conosce la singola situazione a cui deve spettare l’ultima parola. Sempre com eindicazione generale, si può capire che un lattante è “pronto” per l’inserimento dei primi alimenti diversi dal latte quando è attirato dai cibi solidi che mangiano i genitori e quando ha raggiunto questi due traguardi dello sviluppo: sta seduto da solo senza bisogno di sostegno e riesce a deglutire senza difficoltà sostanze semiliquide. Un inizio precoce dello svezzamento, quale lo è nel quarto mese di vita di solito è giustificato da situazioni particolari, come per esempio uno scarso accrescimento o un importante problema di reflusso che va a interferire sia sul ritmo di crescita sia sulla serenità del bambino. Nel caso di suo figlio, mi sembra che non esistano particolari criticità, almeno lei non ne riferisce, quindi presumo non ci siano quindi a me non è chiara la ragione per la quale debba svezzarlo con due mesi di anticipo rispetto al consigliato. Ma naturalmente io non conosco le motivazioni del suo pediatra quindi non posso fare nulla di più di una riflessione generale. Comunque sia, se lei deciderà che è arrivato il momento di iniziare l’introduzione di cibi solidi perché il bimbo è pronto non partirei dal biscotto, ma dalla frutta (banana ben matura schiacciata, mela grattugiata, pera cotta). Non esageri con le quantità, ma le aumenti piano piano, anche in base alla risposta del suo bambino. Solo successivamente andranno introdotti cibi diversi, ovvero le classiche pappe di verdura con olio, parmigiano o in alternativa altre proteine, come carne o pesce o legumi. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
08/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano La fontanella centrale anteriore si chiude in media tra i 10 e i 18 mesi di vita, se avviene molto prima è necessario tenere sotto controllo la misura della circonferenza cranica. »
03/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giorgio Longo Chi nasce in una casa dove c'è già un gatto ha meno probabilità di sviluppare un'allergia nei suoi confronti di un bambino che invece inizia a conviverci dopo i due-tre anni di età. »
09/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità. »
30/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli Un lattante che vuole mangiare ogni tre ore per un certo periodo può essere assecondato, dopodiché il numero dei pasti andrebbe limitato. »
23/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Quando si ha il sospetto che il proprio bambino sia colpito da un disturbo del neuro-sviluppo è opportuno valutare con il pediatra curante l'opportunità di chiedere il parere di un neuropsichiatra infantile. »
Le domande della settimana
14/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità. »
12/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Antonio Clavenna In genere, la quantità di retinolo assorbita attraverso la cute è estremamente bassa e non in grado di causare rischi per il feto. A maggior ragione, si può stare tranquille se il prodotto è stato usato nelle primissime settimane di gravidanza. »
11/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico. »
11/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Fabrizio Pregliasco Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi. »
06/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
Fai la tua domanda agli specialisti