Tampone vaginale positivo allo streptococco al termine della gravidanza

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 18/01/2019 Aggiornato il 15/05/2026

Può accadere che in prossimità del parto il tampone vaginale rilevi la presenza dell'infezione. In questo caso, all'inizio del travaglio viene praticata la profilassi antibiotica per evitare che il bambino venga contagiato al momento della nascita.

Una domanda di: Erica
Sono a 37+1 e dal tampone vagino-rettale sono risultata positiva allo streptococco…Cosa vuol dire? Devo fare qualcosa prima del parto? Grazie.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, cerco di spiegarle tutto per filo e per segno.
Lo Streptococco Agalactiae (per gli amici STRAGA) o Streptococco Beta Emolitico di Gruppo B (per gli amici SBEB) è un ospite abbastanza frequente dell’intestino e può colonizzare la vagina durante la gravidanza senza che la mamma abbia sintomi di alcun tipo.
Purtroppo, se viene trasmesso al bimbo al momento del parto, può causare un’infezione molto seria al neonato che va trattata al più presto con terapia antibiotica endovena per non rischiare che si sviluppi una sepsi vera e propria.
Il tampone vagino-rettale si fa a 37 settimane perché siamo ormai a termine di gravidanza.
Per i nati prima della 37° settimana, e quindi prematuri, l’antibiotico al neonato è già previsto di routine e quindi non interessa sapere se è presente o meno lo Streptococco nel canale del parto. Se il suo tampone è risultato positivo (poco importa se solo a livello rettale o vaginale), lei è candidata a ricevere una terapia antibiotica in vena durante il travaglio. Si tratta solitamente di penicilline, ossia una classe di antibiotici compatibili sia in gravidanza che in allattamento in quanto agiscono solo sulle cellule batteriche e non su quelle umane. Se lei fosse allergica alle penicilline, si utilizzerebbero invece i macrolidi.
A mio avviso, potrebbe essere utile iniziare ad assumere dei fermenti lattici specifici (ad esempio I-Natal bustine 1 al giorno) fino al parto per cercare di colonizzare la vagina con lattobacilli “buoni” e far sì che lo Streptococco non sia veramente presente al momento del parto, anche se la terapia antibiotica andrà comunque effettuata per precauzione.
Non ha molto senso effettuare la terapia antibiotica prima del parto, in quanto si è visto che chi colonizza lo Streptococco durante la gravidanza, anche dopo essersi sottoposto a terapia, tende a ripresentarlo nel tempo ed essendo l’infezione asintomatica non c’è modo di evidenziarla se non effettuando il tampone vaginale.
Ultimo consiglio, se rompe le acque non aspetti a lungo per andare in ospedale ma vada direttamente in modo da iniziare la profilassi antibiotica. Allo stesso modo, se si mette in travaglio e avverte contrazioni regolari, vada in ospedale perché è utile che lei faccia almeno due dosi di antibiotico (si fanno a distanza di 4 ore) per essere ben protetta, anzi: per proteggere al meglio il suo bambino.
Spero di averle spiegato tutto in modo comprensibile, altrimenti sono a disposizione, cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Cervice accorciata in 37^ settimana: si deve stare a riposo?

17/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Quando manca poco al termine della gravidanza, non c'è alcun bisogno di stare a riposo per procrastinare il momento del parto: se la natura stabilisce che il bambino deve nascere, nascerà e niente potrà impedirlo.   »

Cesareo: in che settimana è opportuno programmarlo?

04/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Le attuali linee guida indicano di programmare il parto cesareo in 39^ settimana.   »

Il batterio listeria sopravvive alle alte temperature?

14/05/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

L'agente infettivo che causa la temibile listeriosi viene eliminato dal calore: già a 70° C muore, quindi la cottura rende sicuri anche i cibi che, quando sono crudi, potrebbero essere contaminati.   »

Positiva allo streptococco: e se non si facesse in tempo a fare tutta la profilassi?

31/10/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Non si deve temere l'eventualità di non riuscire, durante il travaglio, a completare la profilassi antibiotica contro lo streptococco vaginale, perché comunque in ospedale vengono seguiti protocolli che consentono di mettere il neonato al riparo dai rischi.   »

Paura di aver contratto l’infezione da Escherichia coli

15/03/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

L'infezione da Escherichia coli si contrae per via orale attraverso la frutta e la verdura crude e sporche, il latte non pastorizzato, l'acqua contaminata, la carne cruda. Si può escludere che un fugace contatto tra le dita e un asciugamano usato possa essere veicolo di trasmissione.   »

Le domande della settimana

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Gravidanza: può iniziare immediatamente dopo un aborto spontaneo?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

Di solito è necessario che trascorra almeno un mese da un aborto spontaneo affinché si creino le condizioni fisiologiche che consentono l'avvio di una nuova gravidanza.   »

Gravidanza e residui di tinta sul cuoio capelluto: ci sono rischi per il feto?

14/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità.   »

Fai la tua domanda agli specialisti