Tanta paura dopo la diagnosi di placenta previa

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 11/03/2022 Aggiornato il 11/03/2022

È possibile che con il trascorrere delle settimane una placenta "bassa" si posizioni in modo da consentire il parto naturale, ovvero ad almeno 25 millimetri di distanza dall'orifizio uterino interno (OUI).

Una domanda di: Maria
Salve dottoressa le scrivo perché abbastanza preoccupata.

Sono a 21+4 settimane se pure il bimbo è a 22+4 mi hanno detto che ho la

placenta previa anteriore marginale sono molto triste ho paura.

Sono a letto e scendo solo per fare flebo di ferro in ospedale e trasfusioni

dato che ho anemia mediterranea è una emoglobina che è scesa a 6 salita a 8

con trasfusione è ora sono in terapia con flebo di ferro: ho paura per la

placenta metto ovuli mattina e sera di progesterone e ho tanta paura.

Prendo magnesio perché ho spesso dolori, sto veramente male vorrei

un parere da lei rischio tanto ? Non ho paura per me ma per il mio bambino.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, innanzi tutto non abbia paura!
È vero che la sua emoglobina è bassa ma è risalita grazie alla trasfusione e ora salirà ancora per effetto del ferro in vena.
Temo che lei sia andata su internet a vedere cosa comporta avere la placenta previa e si sia spaventata all’idea di un’emorragia per via della localizzazione troppo bassa della sua placenta.
In realtà bisogna dire che a 21/22 settimane è ancora troppo presto per stabilire che una placenta è inserita male e si può solamente osservare che è “bassa” rispetto all’imbocco del canale cervicale (denominato anche OUI ossia orifizio uterino interno).
In casi come il suo, si prospetta un nuovo controllo ecografico verso la 28ma settimana di gravidanza per valutare l’effettiva distanza del margine placentare dall’OUI. La distanza di sicurezza per poter partorire per via vaginale dovrebbe essere di 25 millimetri.
Ora immagino le sembrino molti, ma vedrà che nel tempo la sua placenta farà un po’ di strada e speriamo non sia più nemmeno definibile come “previa” al controllo ecografico che le prospettavo sopra.
Stare a riposo è una buona soluzione per evitare che l’utero si contragga e permettere alla placenta di seguire la progressiva distensione dell’utero, così da essere in qualche modo “trascinata” verso l’alto nel corso della gravidanza.
Dato che sta anche utilizzando ovuli di progesterone mattino e sera, si potrebbe immaginare di concederle di passare dal letto alla poltrona per qualche momento della giornata, così da dare un po’ di sollievo anche alla sua schiena.
Lei mi ha scritto 4 volte di aver paura.
Questo mi preoccupa più della localizzazione della sua placenta, sa?
Se lei è così in ansia, immagino sia difficile dormire, mangiare, persino andare in bagno!
Capisco che il ricovero in ospedale non sia semplice da sostenere, magari in solitudine viste le restrizioni incredibili previste per colpa della pandemia.
Vorrei invitarla a cercare il modo di essere in pace e non più angosciata.
Intanto sia libera di porre domande alle ostetriche e ai ginecologi del reparto. Spesso i ritmi ospedalieri sono convulsi e sono pochi i medici che si rendono spontaneamente disponibili per chiarire tutti i dubbi delle pazienti…bisogna essere un po’ sfacciate!
Vedrà che se esporrà i suoi dubbi ai colleghi con gentilezza e fiducia, saranno pronti a rassicurarla al meglio (penso in particolare alla sua ultima domanda: “Rischio tanto?”)
Poi si può cercare di farsi portare qualcosa da casa: dei bei libri (per esempio con a tema la maternità), riviste, della musica, magari qualcosa di “sfizioso” … insomma, provi a capire cosa l’aiuta di più a stare bene e a sentirsi coccolata.
Magari la mia risposta le sembra poco scientifica ma sono convinta che il bimbo stia bene se sta bene la mamma quindi è giusto preoccuparsi prima di tutto del suo benessere e in subordine di quello del suo piccolo che al momento è coccolato e cullato al calduccio nel suo grembo…diciamo che ci sta pensando la Natura. Una volta una psicologa mi ha affascinato dicendo che noi cerchiamo la felicità perché l’abbiamo sperimentata nel grembo di nostra madre…,mi sembra plausibile come intuizione!
Spero di averle dato un’iniezione di fiducia (mi perdoni il gioco di parole!)
Resto a disposizione se desidera per eventuali dubbi o paure, forza e coraggio intanto!

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