Anche se la gravidanza è iniziata durante una terapia con antivirali (conclusa in sesta settimana), si può escludere che il bambino ne abbia risentito se i primi controlli ostetrici non hanno evidenziato nulla di anomalo.
Una domanda di: Felicia Salve, ho 35 anni e sono rimasta incinta proprio mentre assumevo la terapia
antivirale con “epclusa”
perché ho scoperto di aver contrattato il virus
dell’epatite C, debellato poi con
successo! Attualmente sono alla sedicesima
settimana e il farmaco l’ho terminato alla
sesta settimana di gravidanza.
Volevo chiederle se il feto corre dei
rischi. Sono molto preoccupata.
La ringrazio anticipatamente per la
risposta.
Elisa Valmori
Salve signora mamma, dagli studi scientifici disponibili emerge che i due componenti del farmaco “Epclusa” da lei assunto, ossia Sofosbuvir e Velpatasvir, non hanno causato alcun tipo di complicanza (né malformativa, né di altro genere) negli studi sperimentali animali effettuati sia sui ratti che sui conigli.
Non sono riportati dati riguardanti l’esposizione umana, in quanto si tratta di un farmaco di recente introduzione in commercio (07/2016).
Immagino i controlli ostetrici effettuati finora siano risultati regolari…non occorre sottoporsi a controlli supplementari a mio avviso.
Se inoltre è riuscita a contenere l’infezione, ossia la viremia risultasse negativa, sarebbero anche minimizzate le probabilità di trasmissione verticale (ossia attraverso la placenta e/o il parto) dell’infezione stessa al suo bimbo/a. Immagino lei sia seguita attualmente sia dal ginecologo che dall’epatologo, in ogni caso è opportuno che la terapia con anti-retrovirali sia evitata in gravidanza e che vengano monitorati regolarmente gli indici di colestasi.
Siccome il suo caso può essere utile anche ad altre future mamme, è possibile segnalare all’azienda produttrice di Epclusa (Gilead) la sua esperienza.
Qui sotto il recapito mail dell’azienda:
itmedinfo@gilead.com
A disposizione se desidera, cordialmente.
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