Terapia con iodio radioattivo: quanto aspettare per una gravidanza?
A cura di Gianni Bona - Dottore specialista in Pediatria
Pubblicato il 05/02/2024
Aggiornato il 05/03/2026 Per precauzione è opportuno non avviare una gravidanza prima che siano trascorsi 4-6 mesi da una cura radiometabolica a base di iodio radioattivo.
Una domanda di: Chiara
Salve. A giugno 2023 sono stata operata alla tiroide con rimozione quasi totale con leggero frammento tiroideo successivamente con esame istologico si è
evidenziato che il neoblastoma era maligno al 65% e ad ottobre ho effettuato la terapia metabolica con II di dosaggio.
Ho fatto in totale 15 giorni di isolamento e la mia endocrinologa mi ha consigliato di aspettare dai 4 ai 6 mesi per una
gravidanza, però non mi ha mai spiegato se dovessi provare ad avere ora una gravidanza quali sono i rischi.

Gianni Bona
Cara signora,
è una buona precauzione il consiglio che le ha dato la sua ginecologa, quando le ha detto di attendere 4-6 mesi dopo la terapia che ha affrontato a ottobre, prima di cercare una gravidanza. Si tratta si una scelta dettata dalla prudenza, per evitare il rischio di avere difficoltà di annidamento di un eventuale embrione o di malformazioni di quest’ultimo. Ripeto, si tratta di una precauzione e di rischi potenziali, ma io condivido il suggerimento della collega, perché si tratta tutto sommato di aspettare molto poco, quindi di un rimandare minimo, in cambio di una sicurezza in più che tutto vada per il meglio. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
09/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Se il ketoprofene sale di lisina (principio attivo dell'OKI) avesse la proprietà di impedire l'annidamento dell'ovocita fecondato verrebbe usato come contraccezione di emergenza al posto della pillola del giorno dopo. »
04/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Antonio Clavenna I principi attivi contenuti negli ovuli in questione non influenzano in modo negativo né il concepimento né la gravidanza. »
02/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Diventa poco opportuno impiegare un farmaco assunto per favorire il concepimento qualora provochi inaspettatamente effetti che rendono più difficile avviare una gravidanza. »
04/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori A partire dal periodo preconcezionale, la terapia farmacologica affrontata dall'aspirante mamma andrebbe valutata attentamente ed eventualmente aggiustata in vista del concepimento, qualora alcune medicine non fossero compatibili con la gravidanza. »
23/12/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Antonio Clavenna Gli studi effettuati sull'impiego dell'antibiotico Miraclin (principio attivo doxiciclina) nel 1° trimestre di gravidanza non hanno documentato un aumento del rischio di malformazioni. »
Le domande della settimana
09/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Se il test di gravidanza è negativo si può escludere la gravidanza, tuttavia le irregolarità mestruali non possono essere automaticamente attribuire alla premenopausa se la donna non ha neppure 40 anni. »
09/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori ll tampone vaginale e cervicale si può certamente effettuare in gravidanza senza alcun rischio, anzi, in caso di infezione è fondamentale sapere quale sia il germe implicato per poter procedere con la terapia farmacologica più adatta. »
02/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Concepire con una sola tuba aperta è possibile, a meno che anche questa non sia interessata da un'alterazione funzionale (eventualità che non è possibile stabilire). »
23/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli I latti vegetali, quelli che si trovano negli scaffali del supermercato, a base per esempio di avena o soia o cocco, hanno composizione e calorie non in linea con le raccomandazioni delle società scientifiche, quindi non vanno bene per i bambini piccoli. »
Fai la tua domanda agli specialisti