Terza gravidanza a pochi mesi da un cesareo

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 20/08/2021 Aggiornato il 02/04/2026

E' consigliabile aspettare un anno dopo un cesareo per dare inizio a una nuova gravidanza, tuttavia anche se accade prima non è detto che si vada incontro a complicazioni.

Una domanda di: Federica
Ho fatto il test di gravidanza ed è risultato positivo. Sono così alla terza gravidanza. I precedenti parti sono stati con cesareo: il primo alla 42ma settimane per mancanza di dilatazione nel 2018, il secondo programmato a gennaio 2021. Adesso a distanza di 8 mesi sono nuovamente incinta e sono terrorizzata. Vorrei sapere quale sono gli eventuali rischi che posso correre.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, per prima cosa le direi: niente panico! Di solito si consiglia di attendere un anno dopo il parto mediante taglio cesareo per intraprendere la ricerca della successiva gravidanza ma non è escluso che anche “soltanto” dopo otto mesi quest’ultima possa decorrere senza complicazioni di sorta. Sarà importante effettuare le visite ostetriche a cadenza mensile per confermare che, appunto, tutto sta procedendo per il meglio e ponderare bene con la ginecologa un metodo efficace per evitare la gravidanza nel successivo post parto.
Esistono, dal punto di vista materno, dei rischi nel sottoporre l’utero per più volte ad un taglio cesareo in quanto l’incisione e la conseguente cicatrice sono localizzate bene o male sempre sulla stessa striscia di tessuto uterino e questo rende nel tempo possibili essenzialmente tre tipi di complicanze.
1) inserzione bassa della placenta, in corrispondenza proprio della breccia uterina, con rischio di placenta accreta ossia che si intrufola troppo in profondità nel muscolo uterino
2) diastasi della sutura, ossia assottigliamento del tessuto uterino in corrispondenza della cicatrice nel corso della gravidanza o in caso di iniziale attività contrattile uterina.
3) aderenze tra l’utero e gli altri organi pelvici (soprattutto vescica, intestino e ureteri)
Rispetto al primo rischio, è possibile monitorarlo attraverso controlli ecografici che vadano a studiare la localizzazione della placenta (il problema non si pone se la placenta è a localizzazione fundica o posteriore); quanto al secondo, direi che il modo migliore per evitare la diastasi della cicatrice uterina è quello di cercare di mantenere l’utero a riposo per esempio limitando fortemente gli sforzi fisici (ogni aiuto da chiunque venga è bene accetto!), i rapporti sessuali e a giudizio del Curante ginecologo utilizzando una integrazione di Magnesio (per bocca) oppure di Progesterone (sotto forma di ovuli vaginali) per ottenere che l’utero non si contragga prematuramente.
Rispetto alle aderenze, direi che non sono così prevedibili ossia dipende da come rispondono i tessuti nel processo di cicatrizzazione.
Direi che l’avere avuto febbre in puerperio dopo uno dei precedenti tagli cesarei potrebbe essere un fattore di rischio di aderenze pelviche.
Spero di averla aiutata e rincuorata…abbia fiducia nelle potenzialità del suo corpo e nel miracolo che la Natura sta operando in lei!
Cordialmente.

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