Terza gravidanza dopo due aborti: la paura è tanta

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 06/07/2021 Aggiornato il 06/07/2021

Solo l'ecografia può dire se la gravidanza sta evolvendo come dovrebbe e il passare del tempo confermare se andrà a buon fine. Quello che serve sono dunque pazienza e speranza.

Una domanda di: Maria
Salve dottoressa,

Sono una donna di 30 anni e sono alla mia terza gravidanza, dopo le prime

due andate male: la prima uovo chiaro e la seconda al 5° mese è stata

riscontrata ernia diaframmatica grave.

Non riesco a gioire per questa gravidanza perché non ho sintomi come le

precedenti (seno sgonfio, niente nausee) e perché temo che ci sia in me

qualcosa che non va viste le precedenti esperienze. Le mie beta attualmente

sono 14,500 (cinque settimane) ma questo risultato non mi tranquillizza visto

che l’evoluzione della gravidanza è a prescindere da questo esame .

La mia domanda è: l’assenza di sintomi è preoccupante? I due aborti

precedenti indicano problemi cromosomici che possono impedire l’evoluzione

di altre gravidanze ?

L’ernia diaframmatica può ripetersi una seconda volta? Feci l’amniocentesi

all’epoca con esami specifici per questa malformazione ma uscì tutto

negativo.

Sono molto in ansia, piango e prego tutti i giorni. Non ce la farei ad

affrontare un’altra perdita simile.
Grazie.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora e coraggio! Ogni gravidanza è a sé, diciamo sia noi medici sia le mamme. Nel senso che ogni volta si riparte in un certo senso da zero, per cui possono mancare i sintomi tipici ed essere tutto perfettamente in regola dal punto di vista ecografico.
A proposito…immagino lei abbia fissato il suo primo controllo, dico bene?
È la visita ostetrica completa di ecografia pelvica (magari verso la sesta/settimana settimana contando a partire dall’inizio dell’ultima mestruazione) che ci indirizza sul buon andamento della gravidanza più del dosaggio delle beta- hCG che come lei giustamente osserva potrebbero non essere dirimenti.
Rispetto all’eventualità che si possa ripetere quanto lei ha già dolorosamente vissuto, direi che sarebbe un tema da sottoporre ad un genetista. In teoria, la presenza di una malformazione non è per forza correlata ad un difetto cromosomico nel feto e men che meno al fatto che i genitori siano portatori di questa anomalia: potrebbe essere insorta “de novo”!
Tuttavia, in una mamma che ha avuto un figlio con malformazioni o difetti cromosomici è certamente utile effettuare una consulenza genetica per mettere a tema le domande che mi ha posto: in primo luogo la possibilità che l’evento si ripeta e in secondo luogo quali accertamenti di diagnosi prenatale siano eventualmente utili per accertarci dello stato di salute del nascituro.
La gravidanza che chiamiamo uovo chiaro non sappiamo come mai sia capitata…potrebbe essere stata una “coincidenza”: sono davvero tante le gravidanze che si interrompono nelle primissime fasi! Si parla di solito di “selezione naturale” anche se capisco che questo non sia di grande conforto…lo segnalo perché è fortissima nelle mamme la propensione a darsi la colpa di ciò che è accaduto: mi sono strapazzata troppo, non l’ho subito accolto con gioia…e così via. Ci sentiamo responsabili di tutto perché ci illudiamo di poter controllare tutto. I figli ci insegnano tanto: ad avere fiducia nelle nostre risorse interiori (solitamente sottostimate) ma anche che siamo esseri pieni di limiti, difetti e debolezze. Per questo oso dire che i figli sopravvivono non grazie ma nonostante i genitori! Spero di averle risposto e di averle dato speranza…è la migliore medicina nella vita!
Cordialmente.

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