Terza gravidanza e terzo cesareo: è davvero alto il rischio?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 23/09/2020 Aggiornato il 15/04/2026

Oggi esistono tutti gli strumenti che permettono di ridurre al massimo i potenziali rischi legati a un terzo cesareo.

Una domanda di: Anna
Sono una ragazza di quasi 30 anni alla terza gravidanza. Ho avuto un primo cesareo nel giugno 2017, programmato a 38 settimane per problemi relativi a un prolasso precedente alla gravidanza; un secondo cesareo lo scorso agosto 2019, si è trattato di una gravidanza gemellare bicoriale, biamniotica, terminata con parto prematuro a 32 settimane per irregolarità riscontrate nella flussimetria della bimba. Lo scorso otto marzo ho scoperto, con mio immenso stupore di essere nuovamente incinta, sono attualmente a circa 10 settimane.
La mia ginecologa è molto positiva, ma io sono molto spaventata sia per quello che leggo un po’ sul web, sia per alcuni racconti riguardo i pericoli a cui si va incontro con cesarei ravvicinati. Ho tre bimbi molto piccoli e l’idea che possa rischiare la vita per eventuali emorragie e complicazioni mi terrorizza. È davvero così rischioso sottoporsi a un terzo cesareo così ravvicinato? La ginecologa mi sta facendo fare molto progesterone fin da subito e spero che il mio utero regga quanto più possibile.
Grazie mille.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, capisco il suo timore e tremore nell’essere rimasta nuovamente incinta ma bisogna che lei sappia un dato importante: una volta che il corpo della donna affronta la gravidanza, non solo conferma di essere fertile (anche il marito, ovviamente: si parla sempre di fertilità di coppia) ma nel caso della donna è come se questa fertilità si implementasse ad ogni gravidanza, per diversi motivi che ora non esamino. Detto questo, come ginecologa mi sento di tranquillizzata in quanto è vero che ci sono dei potenziali rischi nell’affrontare un terzo parto cesareo, ma per fortuna esistono anche degli strumenti per ridurre al minimo questi rischi.
Uno di questi è il progesterone, sotto forma di ovuli vaginali che hanno l’intento di mantenere l’utero il più possibile a riposo durante i nove mesi dell’attesa ed evitare quindi delle contrazioni premature che, oltre a far raccorciare il collo dell’utero producendo una minaccia di parto prematuro, potrebbero far assottigliare il tessuto in corrispondenza della breccia uterina e mettere questa zona dell’utero in pericolo.
Cosa si può fare per scongiurare questo rischio?
Oltre al progesterone ovuli, mi permetto di suggerirle di stare a riposo.
Ecco, con due figli piccoli è una sfida non da poco ma immagino e spero che lei sia sostenuta dall’aiuto del suo compagno e, magari, parenti o amiche…come si suol dire: il bisogno aguzza l’ingegno!
L’importante è arrendersi a chiedere aiuto…è uno sforzo non da poco per noi donne che abbiamo la tentazione di voler sempre controllare tutto nei minimi particolari ma…ne vale la pena! Non le sto dicendo di stare a letto, cosa di certo impossibile nel suo caso e per ora nemmeno necessaria, intendo con riposo evitare di sollevare pesi (bambini compresi), di stare in piedi per troppe ore consecutive senza avere una pausa (ogni tanto è utile distendersi e sollevare un poco le gambe rispetto al bacino), cercare invece di avere dei ritmi di vita più distesi e curare alimentazione, idratazione e sonno (approfittando di quando i figli dormono per riposare anche lei).
Credo che, come è rimasta stupita dall’essere rimasta incinta nuovamente, si stupirà anche che tutto andrà bene, anzi meglio del previsto.
Glielo auguro di cuore!
A disposizione se desidera per ulteriori chiarimenti, cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Induzione del parto e paura di affrontarla

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Prima di affrontare il tema dell'induzione occorre capire la ragione per la quale viene decisa: il solo peso di 3.500 grammi del bambino non è una giustificazione sufficiente, a meno che non si associno particolare problemi come il diabete gestazionale. Esistono metodi naturali, come fare l'amore, che...  »

Terrorizzata dal parto anche grazie ai racconti spaventosi

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Avere paura del parto è normale, come lo è temere qualunque esperienza ignota a cui si sta andando incontro. E questo vale anche nel caso in cui non sia la prima volta. Per ridimensionare il timore è indispensabile innanzi tutto sottrarsi ai racconti dei parti altrui, non di rado resi drammatici con...  »

Problemi all’utero dopo il parto: sarebbe rischioso partorire ancora?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Sapere che ci si trova di fronte a un utero predisposto alle emorragie post parto è un vantaggio, perché permette di giocare d'anticipo e di predisporre un'assistenza in grado di controllare eventuali complicazioni.   »

Terza gravidanza e ansia e paura con l’avvicinarsi del parto

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Non stupisce che possa dare un po' di ansia la prospettiva di doversi prendere cura non più di due ma di tre bambini, tuttavia può essere tranquillizzante sapere che spessissimo le situazioni sono più difficili quando si immaginano rispetto a quando si affrontano nella realtà.   »

Cesareo: se si vuole fare senza ragione medica è possibile?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La modalità con cui partorire va concordata con il ginecologo curante, tenendo presente che il parto cesareo è quello gravato da maggiori rischi sia per la mamma (ad esempio emorragia) che per il neonato (ad esempio ipotermia, distress respiratorio). Di conseguenza meglio ricorrervi solo se davvero necessario....  »

Le domande della settimana

Bimba di poco più di due anni e mezzo che parla poco: meglio farla vedere da uno specialista?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Non è necessario sottoporre con urgenza un bambino a visita specialistica quando non ha alcun problema né di apprendimento né sul fronte delle altre competenze, ma è solo un po' in ritardo con il linguaggio.   »

Pillola smessa da poco: la gravidanza può iniziare subito dopo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Può accadere che appena sospesa la pillola le ovaie tornino a lavorare istantaneamente e che quindi inizi una gravidanza subito dopo. Ma può anche essere che ci vogliano un paio di cicli mestruali per ritornare come prima.   »

Induzione del parto e paura di affrontarla

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Prima di affrontare il tema dell'induzione occorre capire la ragione per la quale viene decisa: il solo peso di 3.500 grammi del bambino non è una giustificazione sufficiente, a meno che non si associno particolare problemi come il diabete gestazionale. Esistono metodi naturali, come fare l'amore, che...  »

Fai la tua domanda agli specialisti