La decisione di avere un terzo figlio ed eventualmente di essere sottoposta a un terzo cesareo spetta solo ed esclusivamente alla donna. Il medico può solo darle supporto attraverso una corretta informazione.
Una domanda di: Desiree Salve dottore. Ho avuto un primo TC programmato nel 2006 perché il bimbo era podalico, il secondo d’urgenza nel 2010, entrambi senza problemi né durante, né nel post intervento. Adesso ho 39 anni e il desiderio di avere un altro figlio è diventato così forte da spingermi a chiedere alcuni consulti negli ospedali della zona in cui vivo, ma nessun fine ginecologo è riuscito a convincermi a prendere una decisione. Soffro di ipertensione borderline per la quale seguo una terapia con dosaggio minimo e di ipotiroidismo (assumo Eutirox da 75 mg). La domanda che mi assilla è: devo rassegnarmi al fatto di non poter diventare di nuovo mamma?
Claudio Ivan Brambilla
Cara signora, mi ha molto colpito la sua frase “nessun ginecologo è riuscito a convincermi a prendere una decisione” , a proposito del suo desiderio di avere un terzo figlio. Sinceramente guai se così non fosse stato: la deontologia professionale vieta di convincere una donna a fare o a non fare un figlio. Ci mancherebbe altro! La decisione spetta solo alla donna, spetta solo a lei. Il ginecologo, da medico, può solo prospettarle i rischi, innegabili, legati a un terzo cesareo e, allo stesso tempo, farle presente che le “buone pratiche mediche” possono minimizzarli. Per il resto la scelta è sua. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
A ogni nuovo concepimento, le probabilità di avere un maschio oppure una bambina sono uguali a quelle delle gravidanza precedenti, quindi è possibile che dopo tre maschi (o tre femmine) anche il quarto bambino sia dello stesso sesso dei fratellini. »
Quando manca poco al termine della gravidanza, non c'è alcun bisogno di stare a riposo per procrastinare il momento del parto: se la natura stabilisce che il bambino deve nascere, nascerà e niente potrà impedirlo. »
Dopo due gravidanze in cui l'impianto è avvenuto sulla cicatrice di un precedente cesareo, prima di affrontare un'altra gestazione è opportuno effettuare alcune indagini. »
In linea teorica è anche possibile partorire naturalmente dopo due cesarei, anche se non si tratta di una pratica comune: spetta, comunque, al ginecologo curante valutare se esistono le condizioni per farlo. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »