La scelta di avere una terza maternità che implicherebbe un terzo cesareo in una condizione complessa spetta comunque alla donna, alla coppia. I medici hanno solo il compito di prospettare gli eventuali rischi.
Una domanda di: Laura Sono mamma di due bimbi (con taglio cesareo) e piena di aderenze. Se dovessi subire un terzo cesareo a cosa andrei incontro? Potrei rischiare anche la vita?
Nell'ultimo cesareo mi dissero esplicitamente (più di un chirurgo) "basta figli" ma ciò cosa potrebbe comportare? Cordiali saluti.
Elisa Valmori
Salve signora, guardi...lei solleva un problema che mi sta molto a cuore ossia quello della maternità responsabile.
È un tema sicuramente delicato e quanto mai "intimo" per cui non è semplice esprimersi senza rischiare di sconfinare oltre l'ambito medico.
Premetto che ho scelto di lavorare al di fuori dell'ospedale e quindi non tocca a me affrontare gli interventi di taglio cesareo iterativo e nemmeno destreggiarmi tra le possibili aderenze tra l'utero e gli altri organi pelvici (intestino, vescica, ureteri…) quindi sono sicuramente meno implicata dei miei colleghi in caso lei dovesse affrontare un terzo taglio cesareo.
Vorrei ribadire una cosa secondo me importante: come i miei colleghi hanno il diritto di proporle di astenersi dal mettere al mondo altri figli per non dover affrontare interventi chirurgici sempre più complessi, così lei ha tutto il diritto di comportarsi diversamente in caso valuti con il marito che la vostra famiglia si possa allargare ancora. Ogni figlio porta una tale ricchezza di doni nella sua famiglia, che è veramente bello poter dire "sì" alla vita finché si riesce.
Lei si preoccupa giustamente dei rischi, di rischiare persino la vita mettendo al mondo altri figli. Esiste un certo rischio sempre e comunque nel dare la vita ai propri figli (anche per chi partorisce con il parto vaginale), ma possiamo riconoscere che alle nostre latitudini, si tratta di un rischio molto contenuto.
Più che di perdere la vita, in chi si sottopone più volte al taglio cesareo diventa maggiore la possibilità di emorragia intraoperatoria e quindi di isterectomia (ossia la rimozione chirurgica dell'utero) per arginare il sanguinamento. È vero che l'assenza di utero per una donna implica il cessare della fertilità e delle mestruazioni, ma non stiamo parlando di lasciare orfani i suoi figli. Spero di averle risposto e di averla rincuorata, rimango a disposizione se desidera, cordialmente.
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