Test di Coombs negativo dopo l’immunoprofilassi: perché?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 03/11/2025 Aggiornato il 25/02/2026

Dopo l'immunoprofilassa il test di Coombs deve risultare positivo, a conferma che l'iniezione ha determinato l'effetto voluto. Se risulta negativo è opportuno appurarne la ragione.

Una domanda di: Flaviana
Salve, sono alla mia seconda gravidanza e giorno 1 ottobre ho fatto la puntura per l'immunoprofilassi in quanto sono RH negativo. Il giorno 20 ottobre ho fatto il test di Coombs ma risulta negativo. Come mai? Sarebbe dovuto risultare positivo. Questo può causare problemi al bambino?



Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora,
quando c'è un risultato di laboratorio che non ci convince secondo me è importante che il Curante cerchi di contattare il laboratorio analisi per verificare il dato.
Mi spiego meglio: potrebbe essere che il suo test di Coombs fosse risultato positivo al limite della soglia e che l'analista abbia valutato di considerarlo negativo (cosa strana ma...chissà mai!) oppure risulta negativo perché gli anticorpi contro il fattore RH che le sono stati iniettati hanno intercettato dei globuli rossi fetali (magari suo marito ha il gruppo positivo? Se sì, è altamente probabile che anche il figlio che aspetta sia di gruppo Rh positivo) e che il complesso globulo rosso-anticorpi sia stato "spazzato" via dai macrofagi, ossia le cellule del sistema immunitario che eliminano (ingoiano) tutto quello che è considerato come estraneo al nostro organismo. L'ultima ipotesi sarebbe immaginare che l'iniezione non contenesse anticorpi contro il fattore Rh...ma mi sembra davvero improbabile! In ogni caso, il suo bambino fortunatamente non corre alcun rischio. L'immunoprofilassi serve a lei per evitare di sviluppare anticorpi contro il fattore RH positivo casomai venisse in contatto con il sangue del suo bambino (cosa poco frequente in gravidanza, soprattutto in assenza di traumi o procedure invasive). Serve a prevenire rischi nelle future eventuali gravidanze, non in quella attuale. Un tempo questa iniezione si effettuava soltanto dopo il parto (e solo se il neonato era di gruppo positivo: se il neonato è di gruppo negativo come la mamma il problema non si pone) ma in tempi recenti si è capito che era meglio effettuarla anche nel terzo trimestre, dato che alcuni globuli rossi fetali potrebbero attraversare la placenta in numero significativo in questa fase della gravidanza. Direi quindi di non temere per la salute del suo piccolo ospite, di tenersi pronta a ripetere l'iniezione dopo il parto (il gruppo positivo prevale su quello negativo, statisticamente è facile che suo figlio sia RH positivo) e a distanza di un paio di mesi dal parto, di ripetere il test di Coombs indiretto sperando risulti sempre negativo come è giusto che sia. Spero di averle risposto in modo comprensibile, rimango a disposizione se desidera, cordialmente.

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