Può accadere che pochi giorni dopo l'interruzione della gravidanza il test risulti ancora positivo senza che questo segnali che qualcosa non va. Tuttavia in simili casi è sempre opportuno effettuare un controllo ginecologico.
Una domanda di: Monica Mi è successa una cosa strana: ho avuto un aborto da poco, il problema è che sono 2/3 giorni che mi sento strana anche con delle nausee e male al fianco, allora per scrupolo ho fatto un test e mi è risultato positivo: cosa significa? Grazie tante.
Dottor Gaetano Perrini
Buongiorno signora, se l’evento è stato recente deve tenere presente che il test può risultare ancora positivo perché la sostanza prodotta dalla gravidanza (beta HCG) può persistere nel sangue per anche tre settimane. È buona norma comunque in queste situazioni fare un controllo ecografico dallo specialista di riferimento. Può essere anche opportuno effettuare un dosaggio seriato (più dosaggi successivi) proprio delle beta per vedere se stanno salendo, se sono stabili, oppure se stanno scendendo. Con cordialità.
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Se dopo un'interruzione volontaria della gravidanza il test è positivo, è opportuno effettuare dosaggi consecutivi delle beta-hCG per vedere l'andamento dei valori. »
In medicina gli avverbi "sempre" e "mai" sono da evitare perché questa scienza non è esatta come la matematica e volta la Natura può sorprendere, sovvertendo regole che si credono incontrovertibili. Quindi sì, anche se remota, la possibilità di avviare una gravidanza con le tube legate c'è. »
Poco dopo un aborto, le beta h-CG possono essere rintracciabili nel sangue per alcune settimane, quindi la loro presenza a meno di un mese dall'intervento è probabilmente legata alla gravidanza che si è da poco interrotta e non a una nuova gravidanza. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »