Se si hanno dubbi sul risultato dell'esame che individua la sifilide è necessario rivolgersi tempestivamente a un centro specializzato per la cura delle patologie della gravidanza.
Una domanda di: Sabrina Buonasera alle visite del primo trimestre di gravidanza risulto VDRL (Veneral Disease Research laboratory) 1 a 2: devo preoccuparmi? Preciso di aver curato la sifilide un anno fa, grazie.
Dottor Gaetano Perrini
Buongiorno signora, il test da lei effettuato è considerato un test di screening per l’infezione della sifilide. Può risultare positivo per una precedente infezione, un’infezione in corso, oppure per situazioni immunologiche alterate. Solitamente è necessario effettuare un approfondimento nei centri di riferimento per le infezioni in gravidanza per definire se l’infezione è presente oppure no. Nel caso in cui sia presente è assolutamente indispensabile un approfondimento in centri di secondo livello con eventuali terapie specifiche antibiotiche che se non vengono effettuate rapidamente possono determinare enormi problematiche a livello fetale oltre che alla persona risultata infetta. Contatti quindi il suo specialista di fiducia e un centro di malattie infettive in gravidanza per procedere al più presto . Sperando di essere stato utile cordiali saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Le malattie a trasmissione sessuale si chiamano così perché appunto il contagio avviene attraverso i contatti intimi e non in seguito al solo uso di un water poco pulito. »
L'ureaplasma urealyticum una volta scoperto deve necessariamente essere curato con l'antibiotico. La terapia deve essere affrontata da entrambi i partner, anche se uno dei due non ha sintomi, per evitare l'effetto "ping pong", ossia di continuare a contagiarsi a vicenda. »
Se si utilizza il profilattico fin dall'inizio del rapporto sessuale ci si mette al riparo dal rischio di essere contagiati da una malattia a trasmissione sessuale. »
Il contagio da parte della Clamidia avviene solo attraverso qualunque tipo di rapporto sessuale. L'infezione può però essere trasmessa al bambino durante il parto dalla donna che ne è colpita. »
È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »