Test prenatale non invasivo (NIPT): farlo o no se il bitest ha espresso un “basso rischio”?

A cura di Alessandro Bulfoni - Dottore specialista in Ginecologia Pubblicato il 14/07/2026 Aggiornato il 15/07/2026

La scelta di eseguire il NIPT è esclusivamente della futura mamma. Per quanto riguarda le indicazioni circa le indagini prenatali opportune sono legate all'età della donna.

Una domanda di: Lucrezia
Ho eseguito il bitest in ospedale ed ho avuto come risultato "a basso rischio". Avendo questo risultato non mi è stato consigliato di effettuare altri test. Adesso, confrontandomi con amiche e conoscenti, la maggior parte ha eseguito anche il Test Nipt o l'amniocentesi. Leggendo su internet sembra più che attendibile il test prenatale, mentre, quando ci hanno inizialmente spiegato in ospedale cosa fosse, sembrava lo avessero dato anch'esso come probabilistico. Al momento sono a 17+2 e i primi di agosto avrò la morfologica in ospedale. La mia domanda è: effettivamente sono ancora in tempo per fare il test Nipt, lo consigliate? Oppure conviene magari anche privatamente anticipare la morfologica? Sono consapevole di essere già nel secondo trimestre, probabilmente mi sto facendo contagiare dalle ansie delle altre esperienze. Grazie mille in anticipo.

Alessandro Bulfoni
Alessandro Bulfoni

Buongiorno signora,
in merito a quanto richiesto posso rispondere che la reale valutazione degli esami di diagnosi prenatale da eseguire è da collegare all'età della donna.
Se l'età è inferiore ai 35 anni e il bitest è risultato essere a basso rischio l'approccio clinico seguito nel suo caso è stato corretto. La scelta di fare anche il NIPT test (Non-Invasive- Prenatal Test), che è un altro esame che esprime un rischio statistico, è puramente della donna, la quale se dovesse decidere di effettuarlo potrebbe eseguirlo anche a 17 settimane. Diverso il discorso se si tratta di una donna con più di 35 anni alla quale bisognerebbe fare una consulenza sugli esami di diagnosi prenatale indicati dalle linee guida. Con cordialità.

Test prenatale non invasivo (NIPT): farlo o no se il bitest ha espresso un “basso rischio”?

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