La scelta di eseguire il NIPT è esclusivamente della futura mamma. Per quanto riguarda le indicazioni circa le indagini prenatali opportune sono legate all'età della donna.
Una domanda di: Lucrezia Ho eseguito il bitest in ospedale ed ho avuto come risultato "a basso rischio". Avendo questo risultato non mi è stato consigliato di effettuare altri test. Adesso, confrontandomi con amiche e conoscenti, la maggior parte ha eseguito anche il Test Nipt o l'amniocentesi. Leggendo su internet sembra più che attendibile il test prenatale, mentre, quando ci hanno inizialmente spiegato in ospedale cosa fosse, sembrava lo avessero dato anch'esso come probabilistico. Al momento sono a 17+2 e i primi di agosto avrò la morfologica in ospedale. La mia domanda è: effettivamente sono ancora in tempo per fare il test Nipt, lo consigliate? Oppure conviene magari anche privatamente anticipare la morfologica? Sono consapevole di essere già nel secondo trimestre, probabilmente mi sto facendo contagiare dalle ansie delle altre esperienze. Grazie mille in anticipo.
Alessandro Bulfoni
Buongiorno signora,
in merito a quanto richiesto posso rispondere che la reale valutazione degli esami di diagnosi prenatale da eseguire è da collegare all'età della donna.
Se l'età è inferiore ai 35 anni e il bitest è risultato essere a basso rischio l'approccio clinico seguito nel suo caso è stato corretto. La scelta di fare anche il NIPT test (Non-Invasive- Prenatal Test), che è un altro esame che esprime un rischio statistico, è puramente della donna, la quale se dovesse decidere di effettuarlo potrebbe eseguirlo anche a 17 settimane. Diverso il discorso se si tratta di una donna con più di 35 anni alla quale bisognerebbe fare una consulenza sugli esami di diagnosi prenatale indicati dalle linee guida. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »
Arrabbiarsi e urlare può capitare anche alle donne che aspettano un bambino: fortuna vuole che il liquido amniotico attutisca i suoni provenienti dall'esterno, proteggendo il feto da quello che all'esterno produce, invece, un forte impatto acustico. »
L'ecografia è un indagine in movimento, che viene letta a mano a mano che le immagini appaiono sullo schermo. Un unico fotogramma può indurre in inganno in relazione al sesso del bambino, mentre durante l'esecuzione dell'esame difficilmente si sbaglia. »
Non è ancora chiaro se la presenza di ureaplasma esponga a rischi durante la gravidanza, tuttavia nel caso in cui persista va valutata l'opportunità di una cura con antibiotici per via orale. »
Il toxo-test individua gli anticorpi IgM che l'organismo sviluppa, dopo essere venuto a contatto con il toxoplasma, a partire da 10-12 giorni dopo il comportamento a rischio. »
Non tutti i bambini gattonano, ce ne sono alcuni che muovono direttamente i primi passi. E se sono concentrati su qualcosa è ovvio che non reagiscano quando vengono chiamati per nome. Nulla di questo preoccupa. »
Può capitare che nel periodo di vacanza ci siano regressioni rispetto al controllo notturno della vescica, ma in genere tutto si risolve con il ritorno alla normale routine quotidiana. »
Il massaggiatore elettrico è controindicato in gravidanza, perché può causare problemi anche importanti. Tuttavia, un uso occasionale per brevissimo tempo non dovrebbe provocare conseguenze. »