Una volta escluso che l'anomalia sia dovuta a un problema rilevante, si può attendere tranquillamente che gli arti inferiori si raddrizzino spontaneamente, come avviene nella maggior parte dei casi.
Una domanda di: Claudia Mio figlio ha 16 mesi e in una visita ortopedica mi hanno detto che ha la tibia vara: come posso aiutarlo?
Leo Venturelli
La tibia vara corrisponde spesso ad un’altra definizione detta ginocchio varo o in carismi, cioè una situazione in cui gli arti inferiori sono rivolti verso l’interno.
Normalmente a 16 mesi di età questa condizione viene considerata ancora fisiologica, cioè normale, anche se si nota, specie se il piccolo cammina da pochi mesi e non ha difetti evidenti nel compiere i primi passi o nella simmetria delle gambine arcuate.
Le condizioni da escludere sono una carenza di vitamina D che può determinare rachitismo (la tibia vara è un segno importante di quest’ultimo) o malattie dell’apparato scheletrico. Un buon ortopedico pediatra può sicuramente essere la persona giusta per esprimere giudizi in merito.
Ovviamente se si escludono rachitismo e malattie scheletriche, rimane solo da avere pazienza e attendere la crescita del bambino e il discreto raddrizzamento che avviene spontaneamente nel tempo, senza usare tutori come scarpe ortopediche o altre imposizioni che blocchino la libera deambulazione. Crescere, muoversi liberamente anche a piedi nudi quando è possibile sono le indicazioni nella stragrande maggioranza dei casi, almeno per quanto si conosce finora. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Tutti i bambini piccoli hanno le gambe leggermente arcuate, tuttavia se i genitori ritengono che nel bambino la condizione sia esageratamente accentuata è opportuno un controllo dal pediatra. »
Un singhiozzo che persiste per mesi e mesi anche arrivando a disturbare il sonno merita indagini di approfondimento che deve essere il pediatra di famiglia a prescrivere. Può inoltre essere opportuno richiedere il parere di un gastroenterologo infantile. »
Il linguaggio dei gesti è il primo a essere utilizzato, quindi non c'è nulla di preoccupante nel fatto che un bambino per rifiutare qualcosa scuota la testa. »
Le cefalosporine, categoria di antibiotici a cui appartiene anche il principio attivo cefuroxima, possono essere assunte, se necessario, sia in gravidanza sia in allattamento. Con particolare attenzione alla posologia. »
Con l'avanzare dell'età materna aumentano le probabilità che una gravidanza sia gemellare e che i gemelli siano dizigoti, ossia si assomiglino come due normali fratelli, a differenza dei gemelli omozigoti che sono identici. »