Timore dopo il risultato del Bi-test
Un Bi-test ad alto rischio per quanto riguarda la translucenza preoccupa di più rispetto a un Bi-test da cui emergono valori biochimici irregolari.
Una domanda di: Manuela
Salve Dottoressa, sono alla 12 settimana di gravidanza. Ho 36 anni. Ho appena effettuato il Bi-test che ha dato esito rischio positivo trisomia 21 di 1:132.Le beta 5 Mom le pappa 1,64 Mom. La translucenza tutto ok. Sono in ansia, a breve farò il test del DNA fetale. I valori sono da considerarsi proprio da trisomia 21 o dovrei stare più tranquilla? Grazie.

Faustina Lalatta
Gentile signora, per rispondere alla sua domanda è necessario riepilogare cosa esprime il Bi-test. Si tratta di un test di screening che valuta due aspetti indipendenti della gravidanza del primo trimestre: l’embrione e il livello di due ormoni placentari. I dati che emergono dalle due valutazioni, fetale e placentare, hanno un peso assai diverso nel predire se la probabilità elevata definita dal test corrisponda alla trisomia 21 o ad altre anomalie cromosomiche, oppure no. Tra i due parametri, la valutazione della misurazione della translucenza nucale è molto più importante. Questo significa che un Bi-test ad alto rischio per la componente “morfologica” cioè della struttura del feto rilevata dall’ecografia preoccupa maggiormente gli specialisti, mentre valori biochimici irregolari, in presenza di una translucenza nella norma, come nel suo caso, preoccupano meno. Poiché si tratta di probabilità, al Bi-test positivo seguono sempre esami di approfondimento. Leggo dal suo messaggio che lei ha scelto di sottoporsi ad un altro test di screening, cioè il test del DNA fetale circolante nel plasma materno. Questo test è capace di individuare con elevata probabilità la trisomia 21, ma non può valutare altre anomalie, nonostante alcuni test del DNA vengano proposti come “estesi” o addirittura “completi”. Concetto che, al momento attuale, è totalmente anti-scientifico. Pertanto, qualora, come è probabile, lei riceva un esito rassicurante dal test del DNA fetale, potrà sentirsi tranquilla rispetto alla sindrome di Down che è improbabile già in base ai dati che possediamo ora. I dati biochimici e la sua età, che hanno contribuito entrambi alla positività del BI-test, non devono essere sottovalutati ma tenuti presenti nel monitorare la crescita fetale. Sicuramente il suo ginecologo non ignorerà questi valori e le proporrà una valutazione della crescita fetale un po’ più ravvicinata. Cordiali saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
14/04/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Marina Baldi La scelta (difficilissima) di ricorrere o no all'interruzione volontaria della gravidanza, dopo aver saputo che il feto ha la sindrome di Down, spetta esclusivamente ai genitori, i quali possono comunque farsi supportare da figure professionali. »
07/10/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta Spetta alla coppia decidere, dopo aver ottenuto l'esito del Bi-test, se sottoporsi a indagini più approfondite sulla salute del feto e tra queste quale scegliere tra la ricerca del DNA fetale nel sangue materno, l'amniocentesi o la villocentesi, più invasive. »
23/09/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta Nei casi di diagnosi ecografica di pielectasia isolata la probabilità di un'anomalia cromosomica è molto bassa e, comunque, correlata solo alla trisomia 21. Se poi anche i test di screening indicano un basso rischio di sindrome di Down si può senz'altro stare più tranquilli, anche se la scelta di sottoporsi... »
26/07/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Una ventricolomegalia definita "lieve", specialmente se non è associata ad altre anomalie, non dovrebbe destare particolari preoccupazioni. »
14/06/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla I test di screenig (translucenza e Bi-test) esprimono un risultato probabilistco, l'amniocentesi dà certezze spetta alla futura mamma decidere se sottoporsi o no a quest'ultima. »
Le domande della settimana
06/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Castagna Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Fai la tua domanda agli specialisti