Timore per la nuova gravidanza

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 21/02/2018 Aggiornato il 21/02/2018

Dopo un aborto probabilmente dovuto a un'infezione vaginale, quando inizia una nuova gravidanza è opportuno verificare, attraverso indagini specifiche (tamponi vaginali e urinocoltura), se il problema si è completamente risolto.

Una domanda di: Sophia
Ho 22 anni. Ad aprile 2016 ho partorito a termine e senza complicazioni il mio primo figlio. A settembre 2016 ho scoperto di avere una gravidanza anembrionata (uovo cieco o bianco) e a 6
settimane ho dovuto effettuare un raschiamento. A dicembre 2017 ho avuto il secondo aborto a 14 settimane, a causa della rottura precoce delle membrane.
Ora ho scoperto di essere di nuovo in gravidanza a 5+1 settimane. Al momento sto curando una vaginosi batterica con clomeval, ma ho notato delle perdite di
consistenza simile a latte cagliato, non troppo abbondanti ma nemmeno poche. La preoccupazione mia e del mio compagno è che la gravidanza possa interrompersi prematuramente, e dal
momento che il consultorio dove mi sono recata, dopo aver effettuato il dosaggio delle beta, non mi ha fatto la presa in carico per gravidanza a
rischio, visto che forse la gravidanza non andrà avanti. Ci hanno detto di ripetere il dosaggio delle beta tra una settimana e vedere se sono aumentate o no. Ora noi non sappiamo quali accorgimenti osservare per far andare avanti la gravidanza nel migliore dei modi.
Se poteste darci alcune informazione sulle accortezze e i comportamenti che
dobbiamo avere per non perdere nostro figlio ve ne saremmo grati.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, la sua storia in effetti è burrascosa e capisco che i colleghi del consultorio le abbiano indicato la presa in carico ospedaliera per garantirle tutti gli accertamenti del caso, così da facilitare il buon esito di questa gravidanza.
Anche se non è certo, il suo secondo aborto (tardivo, perché già nel secondo trimestre di gravidanza) è molto probabile che sia stato causato da un’infezione vaginale e/o cervicale che si è diffusa alle membrane, provocandone la rottura prematura.
Visto questo precedente, lei sarebbe candidata ad effettuare alla 20° e alla 28° settimana di gravidanza, tamponi vaginali completi e urinocoltura, anche in assenza di sintomi suggestivi di infezione (ossia: prurito/fastidio/bruciore intimo, perdite di muco maleodoranti o molto abbondanti oppure bruciore alla minzione e/o continuo desiderio di svuotare la vescica).
Mi ha scritto che sta già trattando una vaginosi batterica con Clomeval, immagino le sia stato prescritto dai colleghi del consultorio, dico bene? A mio parere, circa 7 giorni dopo aver terminato la cura con Clomeval, vale la pena che lei si sottoponga a tampone vaginale di controllo (a giudizio del Curante, associato a tampone cervicale per ricerca di Chlamydia e/o Mycoplasma) per chiarire se l’infezione sia stata debellata o meno.
Inoltre, dal momento che le infezioni vaginali ricorrenti sono spesso e volentieri conseguenza di un intestino irregolare, le consiglio anche di curare la dieta e l’idratazione in modo da scaricarsi regolarmente. Sarebbe importante quindi limitare gli zuccheri semplici (merendine, biscotti, dolciumi in genere) e preferire gli alimenti ricchi di fibre (frutta, verdura, biscotti/pane/fette biscottate integrali…), evitare le bibite zuccherate (ad esempio il the in bottiglia o i succhi/nettari di frutta, a meno che sia scritto 100% succo sulla confezione).
Se non ha intolleranza al lattosio, consumare quotidianamente dello yogurt bianco (magro o intero, come preferisce) può essere una buona fonte di fermenti lattici.
Esistono anche dei preparati di fermenti lattici specifici per la gravidanza: potrebbe valer la pena discutere con il ginecologo che la seguirà se valga la pena assumerli nel suo caso.
Infine, se dovesse avere dei rapporti sessuali (in gravidanza non sono vietati, anche se immagino che, visti i precedenti, non siano la vostra prima preoccupazione in questo momento), potrebbe valere la pena utilizzare il preservativo per evitare di trasmettervi reciprocamente dei germi patogeni.
Immagino le sia già stato indicato di assumere l’acido folico (1 compressa al giorno da 400 microgrammi per tutto il primo trimestre).
Se nella prima gravidanza era recettiva per la Toxoplasmosi, continui a seguire le stesse norme per evitare il contagio finché non farà i primi esami della gravidanza (evitare carne/pesce crudi, lavare bene frutta e verdura che mangia crude e con la buccia, lavare bene le mani dopo aver avuto contatto con i gatti o il terriccio).
Siccome ha già un bimbo, le raccomando anche di evitare il contatto con la sua saliva (baci, utilizzo delle stesse posate, “pulizia” del ciuccio quando cade a terra…) e di lavare bene le mani dopo aver cambiato il pannolino (sono norme per evitare il contagio da Citomegalovirus, cui lei magari è già immune…anche questo lo si può valutare ai primi esami del sangue).
Infine, immagino che chi le prescriverà i primi esami, non trascurerà di chiedere il dosaggio dell’ormone tiroideo (TSH) in quanto anch’esso è molto importante per il buon andamento della gravidanza.
Direi che non ho altri consigli da darle, eccetto quello di pensare positivo…è il primo modo per sostenere questo nuovo figlio e incoraggiarlo a comportarsi bene!
A disposizione se desidera, cordialmente.

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