Tiroidite di Hashimoto e fertilità

Professor Gianni Bona A cura di Gianni Bona - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 21/07/2020 Aggiornato il 22/07/2020

Un'alterata funzionalità della tiroide può essere di ostacolo alla possibilità di avere un figlio. Ma la terapia corretta può essere risolutiva, sempre che l'età della donna non si ponga come un ulteriore impedimento.

Una domanda di: Anonima '79
Salve, ho 41 anni da 2 anni cerchiamo di avere un bambino ma nulla. In questi ultimi anni ho avuto un aborto spontaneo e due raschiamenti perché mi si forma solo la camera gestazionale.
A causa di ciò abbiamo fatto mille esami ,anche esami genetici, l’unica cosa che è risultata e che sono affetta da tiroide di Hashimoto.
Il mio ginecologo mi dice che non influenza su ciò che mi è accaduto ma l’endocrinologo dice che la causa è la tiroide. Sarei ben felice di un’altra opinione.
Grazie.

Gianni Bona
Gianni Bona

Gentile signora, senza dubbio l’endocrinologo ha ragione nel senso che la presenza di una tiroidite di Hashimoto, malattia autoimmune che si sviluppa in seguito alla produzione da parte dell’organismo di anticorpi che aggrediscono la tiroide, esprime che il sistema immunitario è interessato da un’alterazione che può influire anche sulla fertilità. Ma ancora di più influisce direttamente una funzionalità tiroidea non corretta, come può avvenire nella tiroidite di Hashimoto. In più, va detto, l’età non gioca a suo favore, la probabilità di rimanere incinta naturalmente è meno del dieci per cento per ogni ciclo mestruale. Posto questo, non mi riferisce nulla circa i valori del TSH, che è l’ormone prodotto dall’ipofisi (ghiandola posta al centro della testa) che sollecita la produzione di ormoni tiroidei (T3 e T 4) da parte della tiroide. Se tutto va bene, per avviare e proseguire adeguatamente una gravidanza, il valore del TSH non deve essere superiore a 2. Se è superiore è necessario ricorrere alla terapia sostitutiva, cioè alla levotiroxina allo scopo di riportare i valori entro la soglia di normalità. Ci tengo a dirle che la situazione, grazie alla terapia tiroidea, nell’arco di un mese tende a regolarizzarsi. Le consiglio senz’altro di affidarsi all’endocrinologo al più presto, per farsi prescrivere la cura adeguata. Nel frattempo, le ricordo di assumere ogni giorno l’acido folico (400 microgrammi al giorno, dalla ricerca del concepimento fino almeno al termine del primo trimestre di gravidanza, salvo diversa indicazione del medico) L’acido folico previene gravi malformazioni del feto, tra cui la spina bifida. Suggerisco anche di aggiungere la vitamina D (1000 unità al giorno), che ha un effetto di modulazione del sistema immunitario, alterato nella tiroidite di Hashimoto. Con cordialità.

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