Tosse che non passa mai in un bimbo di sei anni: che fare?

Professor Giorgio Longo A cura di Giorgio Longo - Professore specialista in Pediatria Pubblicato il 27/11/2023 Aggiornato il 19/05/2026

Per capire quale possa essere la cura più adatta per controllare una tosse che si protrae per giorni e giorni è prima di tutto necessario focalizzarne l'origine.

Una domanda di: Adele
Salve dottore, vorrei ringraziarLa anticipatamente per il servizio che fornisce. Scrivo per mio figlio 6 anni, ha spesso tosse grassa e stizzosa (non diventa mai grassa tranne qualche colpetto di mattina), naso gocciolante non ne ha mai, facciamo lavaggi infiniti, sempre ogni giorno anche quando non ha raffreddore, il problema é che questa tosse si trasforma spesso in bronchite ma ultimamente più in tracheite con conseguente tosse canina e difficoltà a respirare, viene curata con Bentelan Clenil Atem e Broncovaleas e spesso anche antibiotico (Clenil fatto per giorni infiniti, la tosse non dura mai meno di 3/4settimane). Da un po’ di tempo vado anche da un secondo pediatra il quale sostiene che dopo 10 giorni di questa tosse secca con tracheite è meglio una cura antibiotica, però non faccio mai nessun test per vedere se la tracheite è batterica, il bimbo ha fatto le prove allergiche primarie e tutto è negativo, secondo lei come devo comportarmi in presenza di questa tosse? Aspetto? L’antibiotico è giusto? Ci sono test rapidi per vedere se la tracheite è virale o batterica? Mi rendo conto che non conoscendo il bimbo non è facile ma credo ci vorrebbe anche piu interazione tra genitori e medici, noi non saremo mai in sostituzione ma sapere un po’ di più su come comportarsi, cosa non fare, e determinate cure primare da somministrare non sarebbe male, lei non crede? Anche adesso dopo 10 giorni di tosse stizzosa, primi colpi di tosse canina e tracheite, stiamo trattando con ciclo antibiotico di 5 giorni di Zitromax (ma oggi 5 giorni fa comunque qualche colpo di tosse): continuare l’antibiotico (sentendo pediatra), smetterlo? Abbiamo sbagliato a dare l antibiotico visto che l’altra pediatra lo vede “pulito”? So che è sempre sbagliato vedere due pediatri ma è stato necessario per coprire venerdi, sabato, domenica. Grazie mille.

Giorgio Longo
Giorgio Longo

Gentile signora, prima di ogni altra cosa deve considerare che il ricorrere delle infezioni respiratorie è un fatto comune e inevitabile specie per i bambini nei primi anni della socializzazione. Ogni infezione da “raffreddamento” (“common cold” degli anglosassoni), praticamente sempre da causa virale, comporta una tosse secca iniziale che poi diventa in breve catarrale (grassa) e, spesso, specie nei mesi attuali, non fa a tempo a guarire che già si è ripresentata un’altra. Per queste non serve alcun farmaco, né antibiotici, né altro, salvo in alcuni bambini, nei quali queste infezioni si accompagnano a un, più o meno marcato, broncospasmo (che la “difficoltà a respirare” da lei segnalata mi suggerisce), che si giovano dei farmaci che le hanno consigliato (Bentelan, Clenil, Atem e Broncovaleas). Detto questo ci possono essere bambini nei quali la tosse oggettivamente dura troppo oppure è troppo disturbante. Purtroppo dal racconto e dalla descrizione che mi fa della tosse di suo figlio è oggettivamente difficile comprendere di cosa si tratta per poter esprimere un parere fondato. A questo proposito le segnalo che più di ogni altra informazione la cosa più importante per orientare una diagnosi è sapere se la tosse è “grassa” catarrale, o secca e stizzosa (lei la segnala come “grassa, stizzosa che non diventa mai grassa” e questa è una contraddizione che rende non troppo chiara la situazione). Per la tosse grassa che, come detto, segue alla fase acuta di ogni “common cold”, non serve dare l’antibiotico, a meno che non persista senza tendenza a regredire per più di 3-4 settimane. In questi casi va utilizzato l’antibiotico amoxicillina/clavulanico per due settimane (sic!). Ma dalla sua descrizioni sembrerebbe che si tratti piuttosto di una tosse “secca”. Una tosse che, tipicamente disturba molto di più il bambino (e la famiglia) perché presente anche nel sonno. Se così è, e se veramente fosse una tosse persistente da settimane, penserei improbabile che possa giovarsi dell’antibiotico (e tanto meno che sia da a causa “allergica”). Mentre, se suo figlio si fosse veramente giovato del Bentelan e dal Clenil fatto per tempi lunghi, questo suggerirebbe trattarsi di una “bronchite eosinofila”. Che è una particolare e rara condizione nella quale la tosse secca isolata e persistente rappresenta l’unico elemento caratterizzante, oltre al fatto di rispondere sempre bene al cortisone sia per via orale che inalatoria. Quest’ultimo però, se la diagnosi fosse confermata, andrebbe mantenuto per tempi molto lunghi (mesi). Più di questo, dalla sua descrizione non saprei cose dire. Per finire questa breve trattazione sulla tosse ritengo molto utile ricordare a Lei e agli altri lettori che per un orientamento diagnostico, oltre all’età del bambino, alcuni semplici elementi anamnestici sono fondamentali e i genitori devono imparare a riferirli con precisione: la tipologia della tosse (“grassa”catarrale oppure secca e disturbante): la durata (troppo lunga) o l’eccessiva ricorrenza; e infine se cessa, o continua e disturba, nel sonno. Spero di essere stato di aiuto e La ringrazio per le belle parole usate nei miei confronti.

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