Un dato che aiuta a fare luce sull'origine di una tosse che si protrae da settimane riguarda l'eventualità che disturbi o non disturbi il sonno. Se sì, è opportuno fare una radiografia del torace.
Una domanda di: Lucia Le scrivo per chiedere un ulteriore consiglio… Ho una bambina di 9 anni che è da un mese che ha tosse mista secca e grassa… La pediatra continua a prescrivermi aeresol e lavaggi nasali… Ma ad oggi io purtoppo non vedo risultati… Anzi… Anche perché il naso è pulito e libero… Ha questi attacchi di tosse che non so come calmare…
Giorgio Longo
Cara signora, dalle poche notizie che mi ha comunicato, è molto arduo, se non impossibile, azzardare qualche ipotesi diagnostica. Comunque sia, dopo un mese di tosse e senza altri sintomi di accompagnamento (nemmeno muco nel naso) il tipo di tosse, se secca o grassa, è un elemento fondamentale per orientare la diagnosi. Lei la descrive come “mista secca e grassa”, ma a mio parere, ritengo che si tratti di una tosse principalmente secca. Questo lo dico perché valorizzo molto la sua ultima frase: “..attacchi di tosse che non so come calmare”. Infatti la tosse “grassa”, quella con il catarro, non si esprime mai con accessi importanti e disturbanti (per l’interessato e chi gli sta vicino). Detto questo, il secondo elemento diagnostico da conoscere è se, o meno, la tosse disturba il sonno. E questo anche perché in caso affermativo andrebbe fatta una radiografia del torace, per poi comportarsi di conseguenza. Se invece gli attacchi di tosse cessano come d’incanto quando la bambina si addormenta (e ricominciano appena si sveglia) la diagnosi più probabile è che si tratti di una tosse di natura psicosomatica (comportamentale), che, mi creda, continuiamo a vedere con sempre maggiore frequenza specie nei più grandicelli e adolescenti. Ovviamente tutto quello che le ho detto ha il valore che può avere e, se crede, può soltanto segnalarlo al suo pediatra, che probabilmente avrà già programmato le cose da fare. Anche perché, a volte, una terapia aerosolica (non mi ha nemmeno detto con che farmaco, o farmaci, la fa) viene consigliata per orientare la diagnosi in base all’efficacia o meno di una specifica terapia. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
La tosse grassa è un sintomo che ci si deve attendere compaia dopo un'infezione virale, quindi è possibile che l'antibiotico non trovi indicazione per trattarla. Ma se viene dato, non succede nulla di cui preoccuparsi. »
La diagnosi di Sindrome da Ipersensibilità dei Recettori della Tosse (SIRT) si pone quando la tosse del bambino ha caratteristiche ben precise, prime tra tutte la violenza con cui si manifesta e la non risposta alle cure classiche. »
Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza. »
Una tosse che compare solo con l'inizio della brutta stagione e poi cessa per tutta l'estate non esprime nulla che suggerisca di indagare sulla salute dei polmoni attraverso una radiografia. »
Le possibili cause che possono indurre il bambino a scoppiare a piangere e a tossire mentre viene allattato sono numerose: se l'episodio si ripete è necessario un controllo dal pediatra curante. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »