Tosse e febbre che ritornano: perché?

Professor Giorgio Longo A cura di Giorgio Longo - Professore specialista in Pediatria Pubblicato il 13/11/2023 Aggiornato il 19/05/2026

Dal tardo autunno e in inverno siamo nei mesi di massima incidenza delle infezioni respiratorie, che dunque rappresentano una sorta di pedaggio da pagare lungo il cammino della crescita, quando inizia l'epoca della socializzazione.

Una domanda di: Giulia
Sono mamma di una bimba di 18 mesi che a distanza di 1 settimana di febbre e bronchite importante trattati con aerosol a base di cortisone, fisiologica e bronco dilatatore e trattamento con amoxicillina ha avuto la stessa sintomatologia ed è stata trattata per ulteriori 5 giorni alla stessa maniera. A distanza di 2 giorni la bambina è di nuovo con febbre e crisi di tosse. Non riesco a capire di cosa si possa trattare e cosa mi consiglierebbe di fare, in tutto ciò non presenta linfonodi ingrossati. La pediatra ha suggerito delle analisi ma non so ancora per quale specifico motivo. Non so se sia qualcosa di origine virale o batterica a questo punto. Grazie in anticipo.

Giorgio Longo
Giorgio Longo

Cara signora, da come li descrive, e specialmente da come sono stati trattati dalla sua pediatra, credo di poter dire che la bambina ha lamentato episodi successivi di “bronchite asmatiforme”. Noi pediatri chiamiamo così le infezioni respiratorie dell’età prescolare quando si accompagnano ad un, più o meno marcato, broncospasmo. Ma il nome “asmatiforme” non deve preoccupare e ingannare, a quella età, capita in moltissimi bambini, e non significa che da grandi avranno l’asma. Detto questo, sottolineo anche che il broncospasmo durante i fatti infettivi ci dice con certezza che si tratta di episodi di natura virale. In altre parole infezioni che non richiedono l’antibiotico e che sono di norma veniali (passano da sole). Però i virus che più facilmente causano le bronchiti asmatiformi sono i rinovirus (i virus del raffreddore), quindi quelli meno “cattivi”, ma anche i più comuni e frequenti. Deve anche considerare che la bambina è entrata nell’età della socializzazione e questo delle infezioni respiratorie virali è il pedaggio obbligatorio da pagare. Non mi ha detto se la bambina ha iniziato l’asilo nido (o ha una sorellina che frequenta la scuola materna) che è l’elemento più importante per spiegare il tutto. Per finire non so quali esami la sua pediatra pensava di fare, ma potrebbero servire per avere qualche indicazione sull’utilità o meno di avviare un trattamento preventivo per ridurre la frequenza delle bronchiti. Siamo però nei mesi di massima incidenza delle infezioni respiratorie e non mi preoccuperei più che tanto. Vedrà che le cose miglioreranno a breve. Cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Bimba che al nido si ammala sempre

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Ci sono malattie che è considerato del tutto normale colpiscano più volte il bambino nel suo primo anno di frequentazione del nido.   »

Tosse con catarro da un mese che non risponde all’antibiotico

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Ci sono tipi di tosse dovuti alla BBP (bronchite batterica protratta) che richiedono l'impiego dell'antibiotico per più dei soliti cinque-sei giorni, che dunque deve essere somministrato per almeno due settimane.   »

Tosse che migliora ma non del tutto

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

A fronte di una tosse che non dà broncospasmo serve solo armarsi di pazienza: di norma si risolve da sola.   »

Claritromicina: è vero che non funziona in caso di infezione da streptococco?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

L'antibiotico di scelta per il trattamento della faringite da streptococco beta-emolitico di gruppo A è l'amoxicillina, tuttavia anche la claritromicina, che è un macrolide, funziona in almeno la metà dei casi.   »

Tosse che non passa mai in un bimbo di sei anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Per capire quale possa essere la cura più adatta per controllare una tosse che si protrae per giorni e giorni è prima di tutto necessario focalizzarne l'origine.   »

Le domande della settimana

Piccolissima con coliche ravvicinate: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati.   »

In spiaggia libera cosa può mangiare una bimba di 11 mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti.   »

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Fai la tua domanda agli specialisti