Toxoplasmosi: che rischi se si contrae a 26 settimane?
A cura di Fabrizio Pregliasco - Dottore specialista in Infettivologia
Pubblicato il 17/11/2022
Aggiornato il 19/03/2026 La toxoplasmosi contratta all'inizio del terzo trimestre può essere trasmessa al bambino.
Una domanda di: Giulia
Che rischio corre il feto con la toxoplasmosi a 26+3 di gravidanza? Penso di averla contratta da pomodori dell’orto non lavati e riscaldati in padella a fuoco basso per 5 minuti, rischio l’aborto?

Fabrizio Pregliasco
Gentile signora, dopo il contagio da parte del toxoplasma i primi anticorpi, detti IgM (immunoglobuline IgM), compaiono in genere a partire dai 10-12 giorni successivi, per raggiungere la loro quantità massima dopo 2-4 settimane. Non è chiaro se ha effettuato questo esame e quindi se è sicura di aver contratto l’infezione. Se così fosse c’è il rischio che l’infezione venga trasmessa al bambino. Per cercare di impedire che accada è opportuno effettuare una terapia con antibiotico, per esempio, la spiramicina che è ben tollerata in gravidanza. Lo scopo è appunto cercare di impedire che avvenga la trasmissione. Ovviamente spetta al ginecologo curante la prescrizione. In nessun caso in simili eventualità si può ricorrere al fai-da-te e neppure ai pareri a distanza, che hanno solo un valore di indicazione generale. Sappia comunque che infezione materna non significa automaticamente trasmissione al feto. Comunque sia anche il reparto di neonatologia va allertato della possibilità che il bambino sia stato contagiato, in modo che alla sua nascita la situazione venga immediatamente gestita nel modo più opportuno. Con cordialità.
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