Toxoplasmosi contratta in gravidanza: quali rischi?

Dottor Fabrizio Pregliasco A cura di Fabrizio Pregliasco - Dottore specialista in Infettivologia Pubblicato il 28/01/2024 Aggiornato il 22/05/2026

Le conseguenze a cui apre la strada contrarre la toxoplasmosi in gravidanza sono numerose e gravi, se però si inizia la cura subito dopo il contagio è possibile limitare i potenziali danni.

Una domanda di: Luisa
Salve. Ho fatto le analisi per la toxoplasmosi a inizio gravidanza (10 settimane) e Igm e Igg risultavano entrambe negative.
Ho ripetuto le analisi un mese dopo a 14 settimane e sono risultate entrambe positive con avidity bassa per cui è certo che ho contratto un’infezione acuta.
Ho iniziato la cura con spiramicina e attendo di poter fare l’amniocentesi fra 4/6 settimane. Che possibilità di rischio ha il feto di essere stato infettato?
L’amniocentesi darà un risultato certo? Il protozoo ha un periodo di incubazione o è subito aggressivo verso la placenta?
La ringrazio.

Fabrizio Pregliasco
Fabrizio Pregliasco

Cara signora,
le statistiche ci dicono che le probabilità di trasmissione della toxoplasmosi al feto aumentano a mano a mano che la gravidanza progredisce, anche se le conseguenze più gravi sono quelle conseguenti a un contagio che si verifica nelle prime settimane. I rischi peggiori legati a questa eventualità sono l’aborto spontaneo, le lesioni cerebrali (con ritardo mentale ed epilessia), le malformazioni, la compromissione della vista fino alla cecità. Se l’infezione viene contratta più avanti, è invece possibile che il feto nasca apparentemente sano, tuttavia per tutto il primo anno di vita dovrà essere preso in carico da un centro specializzato perché sarà necessario monitorarlo al fine di escludere danni al cervello e agli occhi che potrebbero non essere rilevabili immediatamente dopo la nascita. Il neonatologo dell’ospedale in cui partorirà le saprà indicare con precisone il da farsi. Per quanto riguarda le cure, è vero che il trattamento, diciamo così, tradizionale, prevede l’assunzione di spiramicina, tuttavia esiste anche un’associazione di antibiotici (pirimetamina e sulfadiazina) che si è dimostrata più efficace nell’evitare la comparsa di sintomi tardivi nel bambino (dopo i primi mesi o, addirittura dopo l’anno di vita). In generale, più il trattamento viene iniziato tempestivamente (cioè il prima possibile dopo il contagio materno) più aumentano le probabilità che il feto non subisca danni. L’amniocentesi in casi come il suo si può fare già a partire dalla 15^ settimana: a partire da quest’epoca si può infatti valutare se il toxoplasma gondii è riusciti a oltrepassare la placenta e a infettare il bambino. In generale, la toxoplasmosi che si contrae ingerendo carne o verdure contaminate ha un’incubazione piuttosto lunga, può essere addirittura di più di tre settimane. Mi chiedo comunque che cosa le abbia detto il suo ginecologo, per esempio le ha magari proposto di non attendere la 20^ settimana per fare l’amniocentesi? Cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

 

Sullo stesso argomento

IgG dubbie e IgM negative: ho la toxoplasmosi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le IgM negative ci dicono che la toxoplasmosi non è in atto né è stata sviluppata di recente. Le IgG positive segnalano che si è immuni nei confronti dell'infezione.   »

Lumache in gravidanza: possono trasmettere la toxoplasmosi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

La possibilità che le lumache trasmettano la toxoplasmosi dipende dal tipo di cottura a cui sono state sottoposte e dalle norme igieniche che si sono osservate maneggiandole da crude. Ma la vera domanda è: in gravidanza bisogna proprio mangiarle?   »

Toxoplasmosi: si può stare tranquille con le IgG e le IgM positive?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

La positività delle IgG esprime l'immunità nei confronti della toxoplasmosi. La conferma si ottiene con il "test di avidità".   »

Contatto indiretto con carne cruda: sono a rischio Toxoplasmosi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

In medicina il rischio zero non esiste, ma per fortuna le mamme non immuni alla toxoplasmosi ogni mese ripetono il test.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Le domande della settimana

Ciuccio: che fare se il bimbo non lo vuole più, ma senza urla e fatica ad addormentarsi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Se il ciuccio viene rifiutato, può essere sostituito da un altro oggetto consolatorio, come un pezzo di stoffa impregnato dall'odore della mamma.  »

Macchie in viso lasciate dall’herpes zoster: si può fare qualcosa?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

I segni che l'infezione da herpes zoster (responsabile della varicella) possono essere così marcati da risultare non completamente eliminabili con i mezzi di cui, almeno per ora, si dispone in ambito medico.   »

Test di gravidanza positivo: che fare subito dopo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La prima cosa da fare quando si scopre la gravidanza è fissare un appuntamento con il ginecologo per la prima visita e la prima ecografia.   »

Regressioni varie all’inizio della scuola materna: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Non sorprende che un bambino abbia bisogno di un po' di tempo per adattarsi alla novità rappresentata dalla scuola materna, quindi la cosa migliore da fare è avere pazienza nella certezza che ogni singola regressione dei primi giorni si risolverà in modo spontaneo.   »

Cortisonico in spray prescritto in gravidanza per una forte rinite: può essere pericoloso?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Il mometasone assunto sotto forma di spray nasale entra in circolo in quantità davvero minime, quindi è senz'altro opportuno impiegarlo quando il medico ritiene strettamente necessario prescriverlo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti