La letteratura scientifica non riporta le migliaia di eventualità attraverso cui è teoricamente possibile che una donna incinta venga contagiata dal toxoplasma, però indica quali sono le precauzioni igieniche generali a cui attenersi per evitare la trasmissione.
Una domanda di: Eleonora Innanzitutto vi ringrazio di cuore per l’eccellente servizio che offrite, che mi è già stato di grande aiuto. Sono incinta di 12 settimane, negativa alla toxoplasmosi (cosa che sta diventando un vero incubo), ed ho un dubbio rispetto alla possibile trasmissione di toxoplasmosi tramite cross contamination in pizzeria. Qualche giorno fa in pizzeria ho ordinato una pizza parmigiana, i cui ingredienti sono base di margherita con melanzane fritte e scaglie di parmigiano. Quindi tutti alimenti sicuri. Purtroppo dopo aver mangiato la pizza mi sono resa conto che mentre le melanzane sono state adagiate sulla pizza prima di essere inserita in forno (e quindi sono state cotte nuovamente in quel contesto), le scaglie di parmigiano sono state adagiate sulla pizza subito dopo la fine della cottura. Mi domando a riguardo se, dal momento che l’aiuto pizzaiolo maneggia anche gli altri ingredienti da aggiungere a crudo e in particolare i salumi, possa essere accaduta una cross contamination delle scaglie di parmigiano che sono state adagiate sulla mia pizza. Mio marito ha cercato di rassicurarmi dicendo che con le alte temperature della pizza appena uscita dal forno le eventuali tracce di toxoplasma sulle scaglie di parmigiano sarebbero state neutralizzate. Mi domando tuttavia se, trattandosi di scaglie belle larghe, questo valga anche per le parti delle stesse che non fossero a contatto con la pizza rovente o se in generale ci possa essere del rischio residuo. Un cordiale saluto.
Fabrizio Pregliasco
Cara signora, spero comprenderà che nella letteratura scientifica, che è il riferimento di noi medici, non sono riportate le migliaia di eventualità teoriche di trasmissione della toxoplasmosi per l’oggettiva impossibilità di condurre osservazioni e studi a loro dimostrazione o esclusione. Quello che esiste (e che lei di certo conosce) è un elenco piuttosto dettagliato degli alimenti che con sicurezza espongono al rischio della malattia, unito al decalogo delle precauzioni igieniche da adottare per evitare contaminazioni pericolose, in particolare in cucina. Purtroppo, nessuna ricerca (almeno che io sappia) ha preso in considerazione il caso particolare delle scaglie di grana toccate dal pizzaiolo, quindi possono solo risponderle a buon senso, in assenza del conforto di ricerche specifiche: a me sembra altamente improbabile che lei sia venuta a contatto col toxoplasma nel modo che riferisce. Posto questo lei ripeterà più volte il toxo test nel corso della gravidanza quindi, nell’eventualità sfortunata e improbabile in cui l’esame evidenziasse l’avvenuto contagio, avrà tutto il tempo di correre ai ripari, assumendo un antibiotico mirato (che spetterà al suo medico prescrivere). Le ricordo di lavare i vegetali che consuma crudi con una soluzione disinfettante specifica per alimenti perché il bicarbonato, contrariamente a quello che in genere si pensa, non basta. Con cordialità.
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