In linea teorica è possibile che il contatto stretto con un insetto che per sua caratteristica si posa sulle feci esponga al rischio di sviluppare la toxoplasmosi. Per fortuna, le probabilità che accada sono scarse.
Una domanda di: Una lettrice Sono alla 15esima settimana di gravidanza e non ho fatto la toxoplasmosi. Ieri, all’aperto, mi è entrata in bocca una mosca,che ho prontamente rimosso. Ora ho una tremenda paura che mi abbia trasmesso la toxoplasmosi. È possibile?
Claudio Ivan Brambilla
Cara signora,
sarebbe necessaria una bella dose di sfortuna a essere stata contagiata nel modo che riferisce. Tuttavia, non si può escludere questa eventualità in
quanto almeno in linea teorica gli insetti coprofagi o che comunque si appoggiano sulle feci potrebbero essere portatori del toxoplasma gondii, il
microorganismo responsabile della toxoplasmosi. Potrebbero infatti essere entrati a contatto con feci infette di gatti o di topi. Per escludere di
essere stata contagiata può effettuare sul sangue il test per la ricerca degli anticorpi anti-toxoplasmosi: se fosse successo (come credo e mi auguro non sia) l’analisi del sangue
evidenzierebbe la presenza degli anticorpi IgM che indicano che l’infezione è in atto. Nel malaugurato caso in cui emergesse davvero che è stata contagiata dovrà
affrontare una cura con un antibiotico specifico. Il più usato è la spiramicina, ben tollerata dalle donne incinte e dal feto. Ci sono inoltre
associazioni di antibiotici (pirimetamina e sulfadiazina) che sembrano essere ancora più efficaci: spetta comunque al suo ginecologo curante
prescrivere, eventualmente, la medicina da impiegare. Ma direi di non fasciarsi la testa prima del tempo, perché se è vero che in medicina non si
può mai escludere nulla con matematica sicurezza lo è altrettanto che le probabilità che lei sia stata contagiata non possono essere particolarmente
alte. Con cordialità.
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