Translucenza nucale poco rassicurante: basta il test del “DNA fetale nel sangue materno”?

Dottoressa Faustina Lalatta A cura di Faustina Lalatta - Dottoressa specialista in Genetica clinica Pubblicato il 22/09/2023 Aggiornato il 11/03/2026

Un valore molto alto della translucenza nucale è un campanello d'allarme che richiede un'indagine prenatale approfondita, come può essere la villocentesi. Il solo esame del DNA fetale individuato nel sangue della madre è insufficiente per capire cosa c'è che non va nel bambino.

Una domanda di: Francesca
Gentile dottoressa, le scrivo in uno dei momenti più brutti della mia vita. Ho 33 anni, prima gravidanza, esami preconcezionali ok. Assumo acido folico alla decisione di avere una gravidanza e il mese successivo sono già incinta. Prima eco ok, impianto perfetto. Seconda eco Tn 3,4 mm, mi suggeriscono dna fetale (negativo) ed ecocardiografia a 17 settimane. Lì scopriamo che non c’è più battito e che il feto è idropico e si è fermato a 13 settimane. Domani completerò la procedura di aborto farmacologico, non avendo avuto alcuna avvisaglia né perdita prima. Quali indagini occorre fare? Può ripetersi? Sono terrorizzata.

Faustina Lalatta
Faustina Lalatta

Gentile signora,
comprendo perfettamente il suo stato d’animo, lo shock doloroso di scoprire che, per una causa ancora non capita, la gravidanza si è arrestata. In più con chiari segni di una patologia fetale.
Mi dispiace che lei sia stata mal consigliata dopo il riscontro di un valore molto alto della translucenza. Un valore superiore al 99° centile è un vero e proprio campanello d’allarme che avrebbe richiesto un percorso immediato di diagnosi. L’indicazione corretta sarebbe stata quella di sottoporsi ad una procedura di prelievo di villi coriali per poter ottenere cellule e DNA e indagare approfonditamente il patrimonio genetico dell’embrione con l’obiettivo di fornirle le risposte di cui ha bisogno. Perché è successo? Potrebbe succedere ancora?
Invece le hanno proposto un test di screening, il DNA fetale, che indaga poche possibili patologie ed esclude con un buona approssimazione solo la sindrome di Down.
Certo, questo dato è rilevante, ma quando si verifica una morte fetale non è sufficiente venire a sapere quello che il bambino non ha. Serve di più.
Inoltre, non sottoponendosi al raschiamento, non è possibile ottenere altri approfondimenti. Insomma, amarezza oltre il forte dolore.
Però non ci si deve assolutamente arrendere!! Gli errori genetici e le patologie sono previste per tutte le popolazioni e per ogni gravidanza e devono essere accettati, soprattutto se possono essere capiti.
Le raccomando di rivolgersi ad un genetista esperto di diagnosi prenatale prima di una prossima gravidanza. Proprio per l’assenza degli accertamenti necessari, vi sono diversi aspetti da considerare, verificare e conoscere prima di un nuovo concepimento. Prospettiva che le auguro di prendere in considerazione con fiducia e determinazione non appena riguadagnata un po’ di serenità. Cari saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Aborto spontaneo a 8 settimane: è opportuno fare accertamenti?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Anche se è noto che nella maggior parte dei casi un aborto spontaneo nelle prime settimane di gravidanza è dovuto ad anomalie cromosomiche dell'embrione, è senz'altro opportuno indagare sulle cause.   »

Aborti spontanei: è stata colpa dell’ureaplasma?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Le probabilità che l'ureaplasma sia responsabile di aborti spontanei è inferiore all'1 per cento.   »

Beta a 9000 ma l’embrione non si vede

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Con un valore delle beta superiore a 1000, se tutto va bene l'ecografo deve visualizzare l'embrione. Se non succede significa che la gravidanza non procederà.  »

Perdite che continuano dopo un aborto spontaneo

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

Dopo un aborto spontaneo è necessario sottoporsi a controlli mirati, volti a verificare che ogni residuo sia stato eliminato.   »

Gravidanza: si è davvero interrotta?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'aborto spontaneo si esprime con precisi segnali, tra cui la diminuzione del valore delle beta-hCG. Non è detto invece che dia luogo alla comparsa di dolore.   »

Le domande della settimana

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Si può cominciare lo svezzamento a quattro mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Le linee guida indicano, come epoca corretta per l'inizio dello svezzamento, i sei mesi. Di conseguenza è meglio non anticipare troppo questa data.   »

Macchie tra i dentini in un bimbo di 15 mesi: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

In caso di discromie dello smalto si può attendere per vedere come evolve la situazione: se peggiora è consigliabile una visita ortodontica.   »

Fai la tua domanda agli specialisti