Trigonocefalia: è pericoloso l’intervento?

Dottor Carlo Efisio Marras A cura di Carlo Efisio Marras - Dottore specialista in Neurochirurgia Pubblicato il 21/12/2020 Aggiornato il 19/06/2026

Un intervento chirurgico espone sempre a qualche rischio, tuttavia prima di pensare a questo va stabilita la necessità di effettuarlo, che non è automatica in tutte le forme di trigonocefalia.

Una domanda di: Nicola
Salve, sono un papà di una bimba nata a 33 settimane a cui hanno riscontrato una
trigonocefalia. Volevo sapere se l’intervento è pericoloso.

Carlo Efisio Marras
Carlo Efisio Marras

Gentile papà,
la sua breve domanda è molto interessante perché porta con sé numerose altre considerazioni che richiedono altrettante risposte.
La prima considerazione riguarda l’indicazione. Non tutte le trigonocefalie sono candidate al trattamento chirurgico. Solitamente nelle forme lievi, l’aspetto del viso e l’ipotelorismo (ovvero la riduzione della distanza tra i due occhi) sono poco rilevanti e non vi è indicazione al trattamento chirurgico. Naturalmente in queste forme l’impatto della malformazione sullo sviluppo neurocognitivo del bambino è nullo. A tal proposito i dati riportati nella letteratura scientifica non sono di univoca interpretazione, pertanto su questo specifico tema (sviluppo neurologico) l’indicazione all’intervento è limitato alle forme più gravi.
Nei casi in cui viene posta l’indicazione all’intervento, si deve intraprendere un percorso in cui i genitori vengono informati sulle ragioni per cui si è deciso per la soluzione invasiva. In questi casi i curanti possono spiegare gli aspetti tecnici e le ragioni di questa scelta; i genitori potranno porre le loro domande e condividere le proprie paure ed incertezze.
In Italia esistono numerosi centri in cui si segue un approccio che offre la possibilità di scegliere consapevolmente e giungere al giorno del ricovero per l’intervento, più tranquilli, senza più domande da porre. Convinti della scelta.
Come sempre nelle procedure chirurgiche, esistono rischi correlati all’intervento. In questi casi il bilancio costo beneficio è assolutamente a favore del risultato atteso. Il gruppo di lavoro che si occupa di queste malformazioni ha solitamente una struttura multidisciplinare che prevede la presenza oltre che del neurochirurgo e del chirurgo maxillofacciale, anche quella del neuroradiologo, dello psicologo e di infermieri dedicati con cui è possibile svolgere efficacemente il counseling.
Solitamente i rischi maggiori, ovvero quelli che possono causare un danno cerebrale anche minimo, o un’infezione, sono estremamente contenuti.
In conclusione, una corretta indicazione all’intervento, insieme ad un percorso prechirurgico adeguato presso centri esperti è ciò a cui i genitori devono riferirsi.
Un caro saluto.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Ossigeno per una bimba prematura: si può usare un apparecchio portatile?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Solo il neonatologo che ha in cura il bambino nato prematuro può dare indicazioni relative all'ossigeno del cui impiego c'è ancora necessità.   »

Bimbo prematuro con rientranze intercostali: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

Se gli accertamenti eseguiti alla nascita di un prematuro escludono problemi anatomo-funzionali, è sufficiente che eventuali anomalie del torace, visibili ma non associate a particolari sintomi, vengano monitorate per alcune settimane. Dopodiché si potrà decidere se sottoporre il neonato ad altre indagini....  »

Bimbo nato prematuro: è corretto il suo sviluppo cognitivo e neuromotorio?

Sviluppo di Dottor Claudio Migliori

Non è possibile formulare un parere sullo sviluppo neurocomportamentale di un bambino basandosi solo su quanto viene riferito a distanza, senza avere la possibilità di valutare dati oggettivi ottenuti da indagini specifiche.  »

Ossigenoterapia in un bimbo di 12 mesi (nato prematuro): come fare lo “svezzamento”?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

L’ossigenodipendenza ancora necessaria all’anno di vita indica che i polmoni non sono ancora efficienti. Per i piccoli pazienti in questa situazione non può esistere un unico protocollo gestionale perché sono tante le possibili variabili presenti nei singoli casi.   »

Broncodisplasia in un piccolissimo e modalità di somministrazione dell’ossigeno

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

La via di somministrazione dell'ossigeno ha una importanza relativa, ovvero che si usino nasocannule o un tubicino posto in prossimità delle vie aeree o una mascherina poco cambia ai fini dell’eventuale guarigione.   »

Le domande della settimana

Puntura di tafano (con reazione) in gravidanza: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico.   »

Gemelli: “colpa” della mamma o del papà?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità.   »

Due aborti spontanei nel primo trimestre

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti