Un consiglio per Tommaso

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 12/07/2021 Aggiornato il 31/03/2026

La cosa migliore da fare per il proprio bambino è quella di permettergli di raggiungere i vari traguardi sostenendolo senza ansie e senza nutrire troppe aspettative.

Una domanda di: Arianna
Buongiorno Angela le scrivo perché imbattendomi in questa pagina ho trovato
tanti consigli e vorrei averne uno anche per mio figlio Tommaso, 3 anni a
novembre.
Mamma insicura lavoratrice a tempo pieno e padre sicuro e leggero sempre
gran lavoratore.
Dovrei e vorrei raccontarle dal principio, gravidanza ok, parto
ok, allattamento fino 10 mesi, bambino vivace ed esuberante.
Inizia nido a settembre 2020 tra lockdown vari. Dicembre a dire delle maestre
già tanti progressi. Io molto insicura e titubante su questi progressi.
Lallazione presente da prestissimo ma parole niente. Carattere esuberante e
simpatico ma le maestre mi consigliano psicomotricità. Non si fanno paragoni
ma a bambini molto più indietro di mio figlio no. Perché?
Tommaso capisce interagisce indica dice ciao gioca come un pazzo. Con
logopedista pochi progressi. Non gestisce frustrazione a dire di tutti forse
perché e sempre sotto la campana della mamma. Che fare? Linguaggio credo sia
vicino allo sbocciare, ci potrebbero essere altri problemi?
Anche secondo la neuropsichiatra che abbiamo incontrato è consigliabile la
psicomotricità ma sono andata 3 volte e mio figlio si è trovato con altri
bambini che avevano evidentissimi problemi e stare con loro non lo avrebbe
mai fatto migliorare quindi ho sospeso.

Angela Raimo
Angela Raimo

Gentile mamma Arianna,
premesso che la psicomotricità viene consigliata per favorire attraverso il movimento lo sviluppo psicoemotivo del bambino, la sicurezza di sé, la sua capacità di relazionarsi con gli altri, non deve chiedere a me la ragione per la quale le è stata suggerita per Tommaso, ma alle maestre e alla collega neuropsichiatra che le hanno dato questa indicazione. Io non posso infatti entrare nel merito di una decisione presa da figure competenti e qualificate che oltretutto molto meglio di me conoscono il suo bambino (di cui di fatto io non so quasi nulla). Per quanto riguarda il linguaggio, in genere i parlatori tardivi come è il suo bambino recuperano entro i 36 mesi di vita portandosi alla pari con gli altri, tuttavia è giusto aver consultato un logopedista come lo sarebbe pazientare un po’ per poter avere modo di osservare dei progressi. Il tutto e subito non è un obiettivo a cui guardare, visto che ogni bambino raggiunge i vari traguardi secondo modalità e tempi personalissimi. Aspetterei quindi di vedere cosa accade quando inizierà la scuola materna: Tommaso non ha neppure tre anni, non è il caso di avere tutta questa fretta! Il mio consiglio è di fare in modo che nelle prossime settimane e per tutta l’estate frequenti dei coetanei: lo porti ai giardini pubblici, in piscina e ovunque possa avere modo di giocare con qualche amichetto o, comunque, di relazionarsi con altri bambini. Per la sua insicurezza, cara Arianna, non saprei come aiutarla se non dicendole che è una mamma ora e che quindi per lei è giunta l’ora di diventare adulta nel senso più alto e nobile del termine. Significa prendersi cura del suo bambino con attenzione e amore certo, con dedizione e affetto, ma anche senza fare pagare a lui le sue ansie, i suoi dubbi, le sue incertezze che, quindi vanno domate e controllate. C’è un libro che le consiglio, che già dal titolo rassicura e aiuta a essere più forti: Le madri non sbagliano mai. L’autore è Giovanni Bollea, il fondatore della moderna neuropsichiatria. Mi scriva ancora se le può servire. Cari saluti.

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