Un figlio a 43 anni: vale la pena di cercarlo ancora?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 18/10/2023 Aggiornato il 18/10/2023

Nessun medico può assumersi la responsabilità di sconsigliare a una coppia di cercare un figlio, tuttavia è corretto che lo specialista che viene consultato si accerti che i futuri genitori siano consapevoli del fatto che una donna di 43 anni è esposta alla possibilità di concepire un figlio con anomalie a carico dei cromosomi (per esempio, sindrome di Down).

Una domanda di: Rossella
Salve dottoressa, le racconto in breve la mia storia: nel 2020 rimasi incinta ed ebbi il primo aborto spontaneo, esperienza bruttissima. Fortunatamente nel 2021 ebbi il mio primo figlio, tutto ok. Gravidanza bellissima nessuna perdita, nessun problema. Nel 2023 ebbi un altro aborto spontaneo circa 5/6 settimana, nel mese di giugno poi dopo due mesi di nuovo incinta ma alla 5^ settimana circa perdite rosse aborto spontaneo. Ho 43 anni posso riprovare o devo fare delle cure? Il mio fine mi ha dato integratore acido folico e cardioaspirina ma nulla io non avevo nemmeno sintomi ne al seno ne da nessuna parte. Da che può dipendere? Grazie.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, mi dà una bella responsabilità nell’indicarle se cercare o meno una nuova gravidanza! A mio avviso sarebbe opportuno che lei facesse delle indagini con esami ematochimici per escludere la presenza di alterazioni della coagulazione o altro tipo di problematiche che potrebbero ostacolare il buon esito di una gravidanza ulteriore. Mi riferisco allo screening trombofilico ma anche all’esame per esempio della funzionalità tiroidea, ai livelli di vitamina D…sono tante le possibili concause di infertilità! Gli esami per la trombofilia possono essere prescritti dal genetista ma anche dal ginecologo, purché venga firmato un consenso informato per le indagini genetiche e sono i seguenti: Emocromo con formula Test di Coombs indiretto PT PTT Fibrinogeno D-dimero Resistenza alla Proteina C Attivata (APCR) Omocisteina Proteina C Proteina S Antitrombina III Anticorpi anti-cardiolipina (IGG e IGM) Lupus Anticoagulanti (LAC) Anticorpi antinucleo (ANA) Mutazione fattore V di Leiden Mutazione fattore II Mutazione PAI-1 Mutazione MTHFR Un fattore ineliminabile è quello dell’età: siamo nella curva discendente della fertilità femminile ed è possibile che le gravidanze perse siano state conseguenza di qualche anomalia nei cromosomi del suo piccolo non compatibile con la sopravvivenza. Le direi come medico che l’aver avuto un parto a termine (e altri tre concepimenti) in qualche modo la facilita nella ricerca di un’ulteriore gravidanza. Il nostro corpo si adatta alla gravidanza ogni volta meglio e quindi anche col passare dell’età, la possibilità di concepire in chi ha già avuto delle gravidanze si mantiene più alta rispetto a chi non ne abbia mai avute e magari abbia assunto per decenni la pillola contraccettiva…poi non le nascondo che è anche possibile che il bimbo presenti delle anomalie a carico dei cromosomi come ad esempio la sindrome di Down. Per la Natura questa sindrome è in un certo senso il minore dei mali e anche dal punto di vista sanitario, ci sono stati notevoli progressi nella cura dei bimbi affetti da questa sindrome, portando sempre più in là l’aspettativa di vita ad esempio. Ve la sentite come coppia di avere dei bimbi “speciali”? Secondo me la Vita vale sempre la pena, ma credo sia giusto essere consapevoli e decidere insieme di imbarcarsi in un’avventura forse più intensa del previsto. Per concludere, acido folico e cardioaspirina direi che mi sembrano utili nel suo caso specifico, magari assumendo Folina 5 milligrammi invece che 400 microgrammi come solitamente indicato nel periodo preconcezionale e nel primo trimestre di gravidanza. La Folina è utile sia per prevenire i difetti della colonna vertebrale (ad esempio la spina bifida) che quelli cardiaci (molto frequenti anche nella popolazione generale), è una vitamina e non ci sono rischi di sovraccarico anche se presa per bocca per lunghi periodi. Spero di averle risposto, resto a disposizione se desidera, cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti