Un figlio tra cugini di primo grado: ci sono rischi?
Nel matrimonio tra consanguinei, la probabilità che nascano bambini malati sono più alte rispetto a quelle a cui sono esposte le coppie che non hanno antenati comuni.
Una domanda di: Anto
Buongiorno per favore, vorrei un’informazione: quanto sono alti i rischi per una gravidanza tra cugini di primo grado? I nostri papà sono fratelli. Grazie per la risposta.

Faustina Lalatta
Gentile Anto, da più di 100 anni è noto che il matrimonio tra consanguinei, ad esempio tra cugini primi, comporti una probabilità aumentata di malattie ereditarie e malformazioni congenite per il nascituro. Questo è il motivo per cui, fino agli anni 70, era necessario avere “una dispensa” della Chiesa prima di contrarre matrimonio. Era un modo per scoraggiare il matrimonio consanguineo, giudicato pericoloso dal punto della comparsa di malattie genetiche nei figli. Oggi giorno le coppie di consanguinei, che in Italia sono ormai rare, si rivolgono ad un genetista quando desiderano conoscere le proprie probabilità di malattia fetale. Parlando di probabilità, è importante sapere che numerose malattie genetiche, più di mille, si trasmettono con modalità autosomica recessiva. Questo significa che un bambino nasce malato in quanto, al momento del concepimento, ha ricevuto due mutazioni uguali trasmesse dai suoi genitori che sono entrambi portatori sani della stessa malattia. Nel matrimonio tra consanguinei, la probabilità di incontrare un portatore sano della stessa mutazione è decisamente più alta rispetto all’unione tra persone non consanguinee in quanto le 5-6 mutazioni silenti, che tutti possediamo, sono ereditate dagli antenati comuni e pertanto si ritrovano più frequentemente condivise nel DNA dei cugini rispetto alle altre coppie. L’entità del rischio è legata al grado di parentela e alla presenza o meno di persone malate nelle due famiglie. Ad esempio per due cugini primi il valore di rischio fetale è del 6% circa, rispetto al 3% delle coppie non consanguinee, cioè che si sono formate casualmente. Qualora nelle famiglie e negli ascendenti comuni fossero già nati soggetti malati o con disabilità, la probabilità di avere un figlio con lo stesso quadro clinico potrebbe essere molto più alta. In questi casi è fortemente raccomandato sottoporsi ad una visita di genetica medica prima di una gravidanza. Cordiali saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
13/10/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Arianna Prada Una crescita del feto al di sotto del 1° percentile può essere la spia di qualcosa che non va. Una successiva ecografia di secondo livello permette di chiarire il quadro. »
25/01/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta L'unione di due consanguinei determina un rischio maggiore di mettere al mondo figli con una malattia ereditaria. Il dato è sostenuto da evidenze scientifiche incontrovertibili. »
19/10/2023
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta Solo la coppia di consanguinei è esposta ad una probabilità di figli con anomalie congenite superiore a quella delle altre coppie. Non quella formata dai figli di consanguinei, purché, ovviamente, non ripetano la scelta di unirsi con un consanguineo. »
23/04/2023
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta L'emocromatosi è una condizione che, una volta diagnosticata, si controlla con ottimi risultati, quindi non c'è ragione per rinunciare alla paternità nel caso in cui se ne sia portatori. »
19/04/2023
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta Quando una coppia è formata da consanguinei è opportuno che prima di avere figli si rivolga a un Centro di Genetica Medica, allo scopo di conoscere a quale rischio riproduttivo è esposta rispetto alle coppie non consanguinee. »
Le domande della settimana
18/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane... »
18/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini Di solito è necessario che trascorra almeno un mese da un aborto spontaneo affinché si creino le condizioni fisiologiche che consentono l'avvio di una nuova gravidanza. »
14/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità. »
Fai la tua domanda agli specialisti