Un solo neo, tre pareri specialistici diversi: a chi credere?

Dottoressa Floria Bertolini A cura di Floria Bertolini - Dottoressa specialista in Dermatologia Pubblicato il 31/01/2023 Aggiornato il 18/03/2026

Ogni specialista ha le sue precise ragioni quando indica il da farsi rispetto a un neo, in particolare quando i singoli pareri vengono espressi a distanza uno dall'altro.

Una domanda di: Maria
Ho un neo da circa 15 anni che non ha mai cambiato la sua forma, in seguito ad una visita dermatologica dalla mia dottoressa di fiducia feci anche la mappatura dei nei, e mi trovò un neo sospetto che voleva togliermi, per vedere la sua natura e perché potrebbe trasformarsi nel tempo… Nonostante la fiducia che ho nei suoi riguardi, ho avuto paura di seguire il suo consiglio. Per togliermi il dubbio, mi sono consultata con altri medici in 2 ospedali diversi, tra cui uno ha negato che fosse un neo sospetto, l’altro di tenerlo solo sotto controllo, di chi devo fidarmi? Volevo sapere se era utile asportare un neo per prevenzione, o meglio non toccarli… Grazie mille.

Floria Bertolini
Floria Bertolini

Gentile signora Maria, la risposta al suo quesito sarà un po’ complessa, come complesso è l’argomento. Mi sembra di capire che non ha solo il neo che riferisce presente da circa 15 anni, ma anche altri nei, tra cui uno che è stato oggetto di tre valutazioni differenti, effettuate da tre professionisti differenti. Un dermatologo l’avrebbe asportato chirurgicamente per verificare tramite l’esame istologico se si trattasse di un nevo atipico o di un melanoma. Un altro dermatologo riteneva opportuno effettuare un’altra visita (forse una visita dopo un certo numero di mesi, anziché dopo un anno) per valutare le variazioni del nevo in un breve lasso di tempo, e in base alle variazioni del nevo decidere l’eventuale escissione chirurgica oppure continuare periodicamente con le visite dermatologiche per il controllo del neo come per tutti gli altri nevi. Un altro dermatologo riteneva il neo tranquillo e da monitorare annualmente come gli altri nei. Lei si chiede come mai tre professionisti e tre conclusioni diverse. I motivi potrebbero essere almeno due: alcuni legati al nevo stesso e alcuni legati allo specialista. Certamente non avrà effettuata la visita nello stesso giorno con tutti tre gli specialisti. Pertanto essere visitati dopo l’esposizione recente al sole o a radiazioni ultraviolette (UV) artificiali, come avviene con i lettini abbronzanti, lo stesso nevo apparirà diverso rispetto il periodo in cui è riparato dalle radiazioni UV solari o artificiali. I nevi sono formati da melanociti, le cellule presenti nella pelle con il compito di produrre la melanina, che conferisce l’abbronzatura. Quindi se restiamo al sole nei giorni precedenti la visita viene prodotta più melanina dai melanociti per proteggere la pelle dai raggi solari. Anche i nei sono modificati da questa attività che appartiene proprio alle cellule di cui sono formati. Di conseguenza avranno un aspetto differente se osservati dopo un mese o più dall’ultima esposizione al sole. Un altro motivo può essere di atteggiamento del professionista. I colleghi più esperti in dermoscopia, la tecnica strumentale che ormai penso venga usata da tutti i dermatologi per valutare i nei, suggeriscono di non valutare il singolo neo, ma tutti, perché la struttura di un neo segue delle regole basiche, compresa la contestualizzazione rispetto gli altri nei. Se un solo neo ha un aspetto molto differente dagli altri e c’è il sospetto che possa non essere tranquillo, alcuni esperti mondiali suggeriscono di asportarlo, evitando che il paziente poi non si ricordi di effettuare la visita di controllo a breve e questo potrebbe giustificare il primo consiglio che lei ha ricevuto. Altri dermatologi, se un neo è diverso rispetto gli altri nei e ha una architettura non regolare in modo non chiara tra benignità e malignità, preferiscono mettere in controllo il neo a distanza di tre – quattro mesi, per rivalutarlo – soprattutto se si trova in zone in cui una cicatrice potrebbe dare fastidio al paziente – e poi decidere in tempi abbastanza stretti se toglierlo o monitorarlo assieme a tutti i nei. Purtroppo capita spesso che i pazienti dimentichino di fare il follow-up breve e nel caso in cui le alterazioni architetturali del neo fossero indice di effettiva atipia, al paziente potrebbe essere asportato un melanoma più spesso rispetto la prima visita. Il follow-up a breve in genere si riserva per neoformazioni non francamente atipiche, ma a volte ci sono paziente che tornano anche dopo qualche anno, anziché pochi mesi, come sembra essere successo spesso nel periodo del Covid. Il terzo dermatologo potrebbe aver visto la neoformazione lontano dal periodo estivo, quando il neo aveva assunto un aspetto tranquillo, perché non sollecitato dalle radiazioni UV. Naturalmente sarebbe interessante sentire a distanza di mesi, il parere di chi avrebbe asportato subito il neo e di chi comunque riteneva utile un follow-up a breve. Cordiali saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Psoriasi: è indicato il Clobesol?

Gli Specialisti Rispondono di Professore Piergiacomo Calzavara Pinton

In genere, per il controllo della psoriasi si preferiscono farmaci diversi dal principio attivo clobetasolo, che è potente ma espone anche al rischio di produrre sulla pelle effetti tossici.   »

Lesione misteriosa in una bimba di 12 anni

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Per stabilire l'origine di una lesione che interessa i genitali esterni di una ragazzina è necessaria una visita dermatologica, durante la quale vengono valutati anche gli eventuali sintomi associati.   »

Sudore sgradevole in un bimbo di 6 anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

In caso di sudorazione maleodorante che riguarda un bambino, in prima battuta è opportuno rivolgersi a un dermatologo.   »

Macchie da strofulo in una bimba di tre anni

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Lo strofulo, malattia della pelle spesso dovuta a una reazione di ipersensibilità verso la puntura di zanzare, può lasciare saulla pelle macchiette bianche che si evidenziano per via dell'abbronzatura.   »

Nevo di Spitz: rimuoverlo o no?

Gli Specialisti Rispondono di Professore Piergiacomo Calzavara Pinton

Il nevo di Spitz è generalmente benigno, ma se il dermatologo ha il sospetto che non lo sia e sostiene sia opportuno rimuoverlo è prudente dargli ascolto.   »

Le domande della settimana

Piccolissima con coliche ravvicinate: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati.   »

In spiaggia libera cosa può mangiare una bimba di 11 mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti.   »

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Fai la tua domanda agli specialisti