Una brutta notizia in 13ma settimana
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 25/07/2018
Aggiornato il 29/04/2026 In medicina esistono le statistiche a cui ci si riferisce per le prognosi, tuttavia ogni caso (anche delicatissimo) costituisce una storia a sé e, come dice uno dei più saggi proverbi, "finché c'è vita c'è speranza. E vale anche per le patologie severe individuate durante la vita intrauterina.
Una domanda di: Dario
Salve, mia moglie è alla 13 settimana e purtroppo ci è stata diagnosticata una megavescica di 3 centimetri. Oggi hanno fatto la villocentesi e aspettiamo i risultati. Il dottore non ci ha dato speranza per il bimbo e questa cosa ci ha tolti 20 anni di vita: secondo lei veramente non c’è nessuna speranza?

Elisa Valmori
Caro papà (e cara mamma), mi permetto di dissentire con il collega che sostiene nel vostro caso non via sia alcuna speranza perché, come giustamente dice il proverbio, finché c’è vita, c’è speranza. In medicina esistono delle statistiche ma sappiamo bene che ogni caso è una storia a sé, quindi a mio avviso nel nostro mestiere è sempre prudente tenere bene aperta la porta della possibilità e dell’imprevisto.
Premesso ciò, la megavescica fetale è una patologia rara e piuttosto impegnativa da trattare, ma esistono casi in cui la problematica è stata risolta già in utero (per esempio con il laser, nel caso la megavescica fosse dovuta a valvole dell’uretra posteriore) e la funzionalità renale del neonato è risultata integra. In altri casi, la funzionalità renale è stata purtroppo compromessa nonostante il trattamento in utero. La possibilità di trattamento, in ogni caso, è subordinata all’esame dell’urina prelevata in utero (cistocentesi). Qualora gli elettroliti urinari fossero già alterati, la mortalità fetale attualmente è stimata del 100% e quindi non sarebbe proponibile alcun tipo di trattamento in utero. Se invece l’esame dell’urina mostrasse una funzionalità renale ancora conservata, sarebbe proponibile il trattamento in utero per il vostro bimbo. La villocentesi è indicata perché i bimbi con malattie cromosomiche hanno anche una prognosi peggiore in questi casi di megavescica. Spero che troverete un’equipe di diagnosi prenatale che possa monitorare al meglio la malattia del vostro bimbo, in modo da prendere per tempo i provvedimenti indicati nel suo caso. È cruciale che il centro da cui sarete presi in carico abbia esperienza nel trattamento di questa patologia e che voi possiate incontrare le diverse figure di riferimento (ginecologi, neonatologi-pediatri ed anche magari urologo o chirurghi pediatrici). Mi permetto soltanto di incoraggiarvi a cercare il bene di vostro figlio (parlo al maschile perché questa patologia è più frequente nei maschi) e a sperare fino all’ultimo: coraggio! Cordialmente (mi tenga aggiornata, se lo desidera).
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati. »
01/06/2021
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori A volte un'anomalia della vescica riscontrata nel feto può risolversi spontaneamente, altre ancora si può correggere durante la vita intrauterina. »
23/04/2021
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori A fronte di un'anomalia delfeto che può aprire la strada a varie conseguenze, è importantissimo affidarsi a un Centro per la diagnosi prenatale che costituisca un'eccellenza nell'ambito, allo scopo di essere seguiti nel migliore dei modi. »
28/04/2020
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Francesco Maria Fusi Ci sono malformazioni, come la megavescica, che possono avere vari livelli di gravità: è in base a questi che è possibile fare previsioni. »
20/03/2018
Gli Specialisti Rispondono
di “La Redazione”
Ci sono anomalie che si riscontrano, durante la gravidanza, con l'ecografia che possono risolversi con il passare delle settimane. Quando vengono individuate è importante rivolgersi a un buon centro di Diagnosi Prenatale per pianificare i controlli da effettuare mese dopo mese. »
Le domande della settimana
06/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Castagna Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Fai la tua domanda agli specialisti