L'ureaplasma appartiene all'ecosistema vaginale quindi se non dà luogo a sintomi non richiede cure.
Una domanda di: Angy Sono ormai da oltre un anno positiva ad Ureaplasma (ma forse me lo trascinavo da prima) individuato tardi purtroppo (ho fatto un tampone in autonomia perché il ginecologo minimizzava le perdite) e inaspettatamente peggiorato (da 100.000 a 1.000.000 nonostante netta diminuzione delle perdite) dopo 2 cicli di antibiotici + lavande varie, fermenti lattici per via orale e locale, diversi ovuli antibiotici (cleocin,chemicetina). Ora sono al terzo ciclo di antibiotici(stavolta doxiciclina) + ovuli meclon e ancora fermenti. Il bruciore è sparito e le perdite diminuite, ma temo che a fine cura il batterio sarà ancora lì. Come poterlo eradicare definitivamente? C’è il rischio di infertilità o di compromettere una futura gravidanza?
Dottor Gaetano Perrini
Buongiorno signora, l’infezione da ureaplasma è molto comune. Il trattamento antibiotico viene di solito effettuato nel caso in cui siano presenti dei sintomi in quanto è un germe così frequentemente presente che non sempre viene considerato patogeno. Nel caso in cui sia sintomatico l’antibiotico di prima scelta è la josamicina.
Nel caso in cui risulti ancora presente ad un tampone di controllo può essere indicata la doxiciclina .
E raccomandata la terapia di coppia e la valutazione del liquido seminale del partner in quanto talvolta il germe può interessare la ghiandola prostatica e, di conseguenza, essere persistente nella coppia. Di per sé l’ureaplasma non fa particolarmente paura, perché fa parte dell’ecosistema vaginale. Posto questo quando dà sintomi è giusto trattarlo perché significa che ha preso il sopravvento sugli altri microorganismi. Cordiali saluti.
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