Il trattamento dell'ureaplasma parvum è dibattuto, tuttavia se ci sono sintomi è opportuno effettuarlo. Per quanto riguarda il dosaggio dell'antibiotico viene valutato dal medico che lo prescrive.
Una domanda di: Serena Buongiorno,
sono alla 22^ settimana di gravidanza (22+2), gravidanza iniziata male sin da subito con tre minacce di aborto causa distacco amniocoriale. L’ultima minaccia seria è stata a fine novembre con una forte emorragia ma nonostante tutto il cuore della bambina batteva ancora. Dopo giorni di ricovero, sono rientrata a casa, riposo assoluto per tre mesi e punture di progesterone.
Ora che finalmente sono tornata alla mia vita quasi normale, ho fatto venerdì scorso un tampone vaginale per delle perdite gialle/ verdi sporadiche (che in realtà avevo già da almeno un mesetto) e sono risultata purtroppo positiva all’ureaplasma parvum. Non so per quale motivo non è stato fatto l’antibiogramma, ne è presente la carica batterica. Il ginecologo mi ha prescritto il klacid 500 mg (non a rilascio modificato ma normale) 1 compressa al giorno e ovuli clindax (uno a sere alterne per sei volte). La prima domanda è: è sufficiente una compressa al giorno di klacid? Solitamente non sono due compresse al giorno? Sto avendo già dopo la prima compressa bocca amara e il palato completamente distrutto. Ma ho letto che sono effetti collaterali “normali” per questo tipo di farmaco. So che è un batterio molto pericoloso che può causare rottura prematura delle membrane e parto prematuro. Sono molto agitata visto che appena mi “rilasso” un attimo succede qualcosa. Più che altro mi preoccupa la terapia perché non vorrei sia insufficiente il dosaggio dell’antibiotico.
Credo comunque che sia il caso di ripetere il tampone dopo una ventina di giorni dalla fine della cura, giusto?
Grazie mille.
Francesco De Seta
Gentile signora,
ho preso visione del suo caso ed effettivamente, seppure il trattamento dell’ureaplasma parvum sia dibattuto, ritengo giusto prenderlo in considerazione nel suo caso specie se ha sintomi. Non so come mai le sia stato data una dose ridotta di claritromicina, effettivamente il dosaggio è 500 x 2 al giorno, ma ritengo che il suo curante abbia valutato questo e le abbia dato l'indicazione con cgnizione di causa. Sul referto del tampone non vede l’antibiogramma in quanto la tipologia del prelievo e successivo esame di laboratorio viene eseguito con una tecnica molecolare pcr che non lo fornisce. Solo la coltura, che orami è desueta, dà l'antibiogramma. Riguardo alla ripetizione del tampone post cura lascerei passare, in assenza di sintomi, almeno un mese per evitare falsi positivi. Un caro saluto.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Non è ancora chiaro se la presenza di ureaplasma esponga a rischi durante la gravidanza, tuttavia nel caso in cui persista va valutata l'opportunità di una cura con antibiotici per via orale. »
L'impiego di antibiotico nelle infezioni da ureaplasma senza sintomi è ancora molto dibattuto: non tutti gli specialisti ritengono opportuno prescriverlo. In alcuni casi, però, anche in assenza di sintomi può essere opportuno usarlo. »
A fronte di sintomi che esprimono la presenza di un'infezione vaginale, è utile effettuare il tampone che può guidare alla scelta di un antibiotico mirato e, proprio per questo, efficace. »
Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi. »
In caso di cervice accorciata, il ginecologo curante può prendere in considerazione il cerchiaggio. Comunque, il riposo stretto a letto oltre a non servire può esporre a rischi. »
Tutti gli integratori pro fertilità presenti sul mercato possono rappresentare un aiuto per avviare una gravidanza tuttavia, poiché contengono principi attivi diversi (oltre all'acido folico che c'è in tutti), è opportuno scegliere quello che risolve eventuali carenze accertate. »
Nell'attesa di assumere eventualmente un farmaco antiemorragico si può provare a limitare il sanguinamento applicando sul ventre una borsa del ghiaccio. »
Se il test di gravidanza è negativo si può escludere la gravidanza, tuttavia le irregolarità mestruali non possono essere automaticamente attribuire alla premenopausa se la donna non ha neppure 40 anni. »
Concepire con una sola tuba aperta è possibile, a meno che anche questa non sia interessata da un'alterazione funzionale (eventualità che non è possibile stabilire). »