Uso di crack e allattamento: sono compatibili?

A cura di Claudio Migliori - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 25/07/2023 Aggiornato il 11/03/2026

L'Academy of Breastfeeding Medicine suggerisce che le donne che hanno abusato di cocaina nel corso della gravidanza non dovrebbero allattare al seno a meno che non abbiano una tossicologia urinaria negativa al momento del parto e siano "pulite" da almeno 90 giorni.

Una domanda di: Eleonora
Buongiorno dottore, vorrei chiederle un’informazione sull’uso di droga nel terzo trimestre di gravidanza (crack). Incinta di 35 settimane quando nasce il bambino posso allattare? Chiedo per una mia amica non per me.

Claudio Migliori
Claudio Migliori

Buongiorno, sebbene non siano disponibili dati sull’uso medico della cocaina e del crack nelle madri che allattano, in quanto le donne che assumono tali sostanze non sono disposte ad essere sottoposte ad analisi e studi controllati, se non altro per le implicazioni legali che tali pratiche comportano, per via della sua natura chimica la cocaina e i suoi metaboliti risultano rilevabili nel latte materno. Le concentrazioni nel latte possono variare ampiamente e i neonati sono estremamente sensibili a tali sostanze perché non hanno ancora sviluppato l’enzima che la inattiva. Sono state, quindi, riportate gravi reazioni avverse. Quindi la cocaina, sia assunta per via nasale, iniettata o fumata (“crack”) non deve essere consumata né dalle madri che allattano, né da chiunque si trovi nelle vicinanze dei neonati, perché potrebbero essere esposti all’inalazione del fumo e sviluppare reazioni patologiche. Inoltre l’Academy of Breastfeeding Medicine suggerisce che le donne che hanno abusato di cocaina nel corso della gravidanza non dovrebbero allattare al seno a meno che non abbiano una tossicologia urinaria negativa al momento del parto e siano state in astinenza da tale assunzione per almeno 90 giorni. Saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Cocaina in gravidanza: quali pericoli per il feto?

10/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

L'assunzione di cocaina da parte della donna incinta espone il feto a una serie di pericoli a immediato e a lungo termine.   »

Assunzione di crack nei primi mesi di gravidanza: quali rischi?

16/05/2025 Gli Specialisti Rispondono di Chirurgo Filippo Murina

L'assunzione di crack durante la gravidanza espone a gravi rischi che, però, potrebbero essere scongiurati smettendo completamente.   »

Uso di crack in prossimità del parto: il neonato avrà problemi?

24/09/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

Nella letteratura scientifica non ci sono dati sufficienti per poter affermare se il neonato presenterà manifestazioni anomale, nel caso in cui la futura mamma abbia fatto uso di crack due settimane prima del parto.   »

Crack fumato un mese prima del parto: ci saranno conseguenze per il bambino?

29/01/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

In letteratura, non ci sono dati che indichino quanto tempo debba passare perché l'assunzione di crack in gravidanza non comporti conseguenze nel neonato, quindi non si può escludere che il bambino alla nascita manifesti qualche sintomo: in questo caso è importante avvertire il neonatologo di aver ...  »

Hashish in gravidanza: ci sono rischi?

08/09/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Il consumo di derivati della cannabis in gravidanza è associato a un aumento del rischio di basso peso alla nascita, di parto prematuro e di effetti a lungo termine sullo sviluppo cognitivo del neonato, che aumenta in base alla dose e all'epoca del consumo.   »

Le domande della settimana

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti