Utero multioperato: si può affrontare un’altra gravidanza (e un altro cesareo)?

Dottor Claudio Ivan Brambilla A cura di Claudio Ivan Brambilla - Dottore specialista in Ginecologia Pubblicato il 07/06/2021 Aggiornato il 29/05/2026

Se l' utero ha subito più incisioni, è possibile che in gravidanza si delineino più rischi di quanto ve ne siano se l'utero è integro.

Una domanda di: Lucia
Ho avuto già due cesari per gravidanza ed uno per miomectomia: è
possibile avere un altro figlio nonostante i ripetuti cesari? Inoltre soffro
di retto-colite ulcerosa e da poco ho scoperto di aver una malformazione
genetica per trombofilia uterina.

Claudio Ivan Brambilla
Claudio Ivan Brambilla

Gentile signora,
c’è confusione in quello che scrive. Innanzitutto il suo è un utero multioperato ciò non significa che lei non possa avere altre gravidanza, ma queste devono essere seguite con attenzione particolare perché con “molti tagli” sull’utero può capitare che la placenta si annidi proprio su una delle cicatrici. Questa eventualità espone al rischio, raro ma possibile, che la placenta diventi tutt’uno con l’utero (si chiama accretismo) e quindi abbia difficoltà a staccarsi dallo stesso dopo il parto. In caso di un’altra gravidanza, visto che ha già subito una miomectomia (che non è un cesareo) e due cesarei, dovrà partorire ripetendo il cesareo. In un certo senso è meglio se per caso si formasse un accretismo placentare perché “a pancia aperta” la situazione è chirurgicamente molto più gestibile rispetto a quanto sarebbe con un parto per via vaginale. Sicuramente dovrà farsi seguire e fare riferimento ad un ginecologo presso un centro abituato a gestire tali situazioni: in primis per avere l’eventuale diagnosi di accretismo già nel corso della gravidanza ed in secondo luogo perché il suo cesareo andà pianificato molto bene. Comunque l’accretismo è una evenienza possibile ma non tutti gli uteri multioperati si trovano poi ad avere questo problema in caso di gravidanza. Diciamo che l’anomalia è solo più frequente rispetto a quanto accade nelel gravidanza che si affrontano con l’utero integro. Per quanto riguarda la trombofilia, non è “uterina”: si tratta di un’anomalia genetica che comporta un’eccessiva coagulazione, come sicuramente le hanno già spiegato, da cui deriva il rischio di aborto a gravidanza avanzata. Ed è anche questo un motivo in più, se desidera un altro figlio, di farsi seguire in un centro ad alta specializzazione. In relazione al problema al colon, anche in gravidanza si può controllare, come di sicuro saprà già. In generale, le consiglio di affidarsi e fidarsi del ginecologo che la sta seguendo e che di sicuro le avrà già detto quanto io le ho detto. Una risposta a una lettera stringata come la sua, in cui non mi riferisce neppure la sua età, non può infatti sostituirsi al parere del curante. Con cordialità.

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