Da alcuni anni la vaccinazione antipertosse è raccomandata in gravidanza. Viene somministrata insieme all'antitetanica e all'antidifterica, di norma tra la 27ma e la 30ma settimana.
Una domanda di: Vittoria Gentile dottore,
sono al quinto mese della mia prima gravidanza e un’ostetrica mi ha consigliato di eseguire il vaccino antipertosse per assicurare al mio bambino, una volta nato, la protezione contro la malattia. E’ opportuno secondo lei questo suggerimento? (Nessuna delle mie amiche ne ha mai sentito parlare). E se sì, vale anche nel caso in cui io da piccola fossi stata vaccinata? (I miei genitori non ricordano con sicurezza anche se credono di sì). In pratica mi conviene comunque ripetere la vaccinazione o sarebbe meglio eventualmente farla solo se non fossi stata vaccinata? Vorrei tanto un parere sicuro. Grazie davvero.
Antonio Clavenna
Gentile signora Vittoria,
da alcuni anni la vaccinazione antipertosse (somministrata insieme all’antitetanica e all’antidifterica) è tra quelle raccomandate in gravidanza. I dati disponibili indicano come periodo maggiormente indicato per questa vaccinazione quello tra la 27a e la 30a settimana. Gli anticorpi materni che si formano dopo il vaccino passano al feto e consentono di proteggere il neonato nei primi due mesi di vita, quando è troppo piccolo per essere vaccinato e in un periodo in cui l’infezione da batterio della pertosse potrebbe causare sintomi molto gravi. Gli studi disponibili indicano, inoltre, che la vaccinazione difterite-tetano-pertosse in gravidanza non è associata a un aumento dei rischi per il feto.
Il vaccino contro la pertosse dà una protezione di durata limitata; anche se è stato eseguito in passato, è pertanto necessario vaccinarsi nuovamente. La ragione per la quale è necessario ricorrere alle tre vaccinazioni insieme (difterite-tetano è che in Italia (ma non solo) non è più disponibile in commercio il vaccino monocomponente contro la pertosse. La raccomandazione è di effettuarla in occasione di ciascuna gravidanza, indipendentemente dal lasso di tempo trascorso dalla vaccinazione precedente. Gli esperti dei Centers for Disease Control degli Stati Uniti ritengono oggi alquanto improbabile il rischio di reazioni avverse dovuto all’eventuale somministrazione ravvicinata del vaccino antitetanico. Cordiali saluti.
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